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12.10.06

Miami Vice (id., 2006)
di Michael Mann


Della serie televisiva Mann mantiene le cose fondamentali, i suoni elettronici e cupi e l'oscurità degli ambienti. Fine. Anche Sonny e Rico sembrano diversi.
Dett questo è ovvio che Miami Vice è un film a sè stante, non un'operazione nostalgia. Ed è anche un bellissimo film, pieno zeppo di tutti gli elementi fondamentali che fanno il cinema, non c'è nulla di superfluo.
Ma la cosa più interessante di cui parlare è la svolta che Mann sta subendo, lo sperimentalismo folle e solitario nel quale si è imbucato. L'Ultimo Dei Mohicani era un film bigger than life, così come Manhunter: schermo panoramico, ambienti di grande respiro ed epica. Da Collateral il suo cinema sta cambiando tecnicamente e contenutisticamente e lo sta facendo sempre di più. Miami Vice porta più avanti le idee di Collateral e la scelta paga. Dal massimo della finzione filmica e dell'artificio al servizio della narrazione Mann sta andando verso un realismo personalissimo, battendo una strada che pochi imitano (al momento mi viene in mente lo Spike Lee di Bamboozled) quella del digitale totale e che gli consente riprese mai viste prima. Mai prima d'ora era stato possibile fare riprese notturne così poco illuminate (alle volte le uniche luci sono i display) e così chiare, mai si era potuti andare coì vicini alla realtà. Lo si vede dai colori (virati sul giallo ad opera delle luci dei lampioni o sul blu per i neon) e lo si vede dall'impatto che ha l'ambiente sul film che trabocca di inquadratura che si soffermano sui paesaggi metropolitani e marittimi, più alcune panoramiche incredibili (Mann fa un uso delle riprese dall'elicottero che fa quasi spavento).
Uno dei registi più tecnici in assoluto sta sperimentando una forma cinema diversa, non totalmente innovativa, ma sicuramente oltre le frontiere del cinema attuale. Nessuno ora tenta quello che sta tentando Michael Mann Dette queste cose come può stupire l'uso di audio in presa diretta durante la sparatoria finale e il conseguente risultato? Come può stupire la crudezza realista di alcune scene come l'investimento del camion o il fuoco dei cecchini iniziale?
La trama è come sempre semplicissima perchè il punto non è mai quello, il punto è il cinema e le sue figure, per Mann è finito il periodo dei grandi eroi come Hawkeye ed è la fase degli eroi senza epica, abili e disperati.
Incredibile come certi attori o attrici abbiano la capacità di trovarsi sempre con l'autore giusto al momento giusto. Gong Li non sbaglia quasi mai film, basta seguire lei per sapere che film andare a vedere.
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