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30.3.11

Amici, amanti e... (No strings attached, 2011)
di Ivan Reitman

E che Natalie Portman sia. Sulla scia degli Oscar la distribuzione italiana ammassa titoli con la titolata. Oltre al Cigno Nero abbiamo nelle sale anche Amici, amanti e... letterale traduzione di No strings attached. Commedia romantica con Ashton Kutcher che, attenzione, funziona. Un bel passo in avanti rispetto a La mia ex ragazza e soprattutto Evolution, i due precedenti titoli di Ivan Reitman.

Ma il film funziona soprattutto perchè funzionano le componenti più determinanti della commedia romantica: il romanticismo convincente, i comprimari, lui non ingombra.
Ecco Amici, amanti e... si rassegna a dare alla protagonista il potere nella messa in scena, si affida quanto serve alle di lei espressioni (convincente anche quando dice il solitamente banale "L'ho perso") e piazza qualche ironia non da poco nel rapporto con i personaggi di seconda fascia. Dalla compilation per le mestruazioni agli scherzi ai danni del ragazzo tutto sembra funzionare e creare un'aura di naturalezza invidiabile.

Non un capolavoro certo (specie considerando chi c'è al timone) ma un film decente in grado di parlare di sentimenti sul tanto desiderato terreno della liberazione sessuale. L'indipendenza dal rapporto di coppia e la possibilità di avere rapporti unicamente sessuali, le chimere di un periodo in cui sempre meno il legame è un valore a livello sociale ma che rimane desiderabile a livello personale.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Io sti film proprio non lo riesco a sopportare. A priori. Lo so, è un limite mio...

Ale55andra


gparker ha detto...

ance io una volta, invece bisogna imparare a capirli e apprezzarli (quando sono ben fatti). Ci ho messo anni a capirlo e dico BISOGNA perchè è uno dei generi più longevi della storia del cinema (più del western che non ha avuto la medesima continuità) e in quanto tale uno che, con tutti i suoi limiti e le sue figure fisse, parla molto di chi siamo e come cambiamo.
Essere bravi a fare commedie romantiche è difficilissimo proprio perchè sembrano tutte uguali ma non lo sono.


Fabio ha detto...

Io sto con Alessandra, e tra l'altro non capisco perché l'evoluzione dei costumi dovrebbe portarmi la voglia di sentirmi raccontare parabole sessuologiche al cinema.
Tutti questi film (e telefilm) danno per scontata una complicità che in me spettatore non si ritrova.


gparker ha detto...

non è l'evoluzione che ti fa venire voglia è che quel genere, proprio per il fatto che si è sempre fatto, racconto molto del pubblico. Poi non è che uno se le debba vedere per forza, a me che ero reticente negli anni mi hanno conquistato.


Anonimo ha detto...

Chissà, prima o poi potrebbe conquistare anche me. Più poi che prima temo...

Ale55andra


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