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8.7.09

Lost ovvero come si sopravvive con gli altri e si muore da soli

Gli appassionati di Lost si dividono in due categorie: quelli che seguono la serie e la amano e quelli che non ne hanno mai visto un episodio e ancora non sanno di amarla.
Lo show simbolo per eccellenza della "primavera della serialità statunitense" è una delle più grandi droghe mediatiche dei nostri tempi, nel senso che dà tantissima dipendenza e il suo consumo soddisfa solo momentaneamente, subito dopo ritorna la fame.

Merito di una trama e di una scrittura fuori dal comune per originalità, maestria nel raccontare e fascino. Contrariamente a quello che si pensa però J.J. Abrams, sempre indicato come "la mente dietro il progetto", non centra nulla.

19 commenti:

Riccardo ha detto...

merito degli sceneggiatori.
merito di Kate


dario ha detto...

Ok, ora dirò una cosa. E non lo dico per vantarmi, anzi mi sento un po' scemo, in questo.
Ho visto la prima serie di Lost, poi mi ha stufato. E anche la prima serie l'ho finita a forza, perché "volevo vederlo".


gparker ha detto...

dario lasciati conquistare. Resistere è inutile.


Fabio ha detto...

Mai visto. Non vedo una roba a puntate da quando ho visto l'ultima puntata dell'uomo tigre.


Thomas Morton ha detto...

Odio le serie proprio per il meccanismo di dipendenza che creano. Devo dire comunque che Lost, di cui ho visto solo la prima annata, mi ha acchiappato un po'. Almeno fino a che uno non si stufa di essere preso in giro in maniera così sfacciata.


gparker ha detto...

Fabio: respect

Thomas: devi uscire dalla logica "No! Hanno sgravato! Mi stanno prendendo per il culo!" ed entrare in quella "Sono dei grandi! Qui ogni puntata è più estrema della precedente!". Fatti cullare, non resistere. E' un mondo fantastico.


dario ha detto...

No, siete voi che date il cervello all'ammasso! Vi fate comprare! Soprattutto tu, parker, ti fregano! A me mi frega giusto my name is earl.


gparker ha detto...

lasciarsi comprare da un prodotto di qualità che intercetta i tuoi gusti è la gioia più dolce che esista.


Fabio ha detto...

Ah, questa della progressiva sbandata verso la farsa è un'altra cosa che non sopporto. Mio fratello segue Smallville (che io ho guardato un po' su Italia1 quando hanno trasmesso le prime stagioni, e già allora era una pagliacciata) e quando mi racconta a che punto sono arrivati gli eventi io rimango progressivamente a bocca aperta per la componente "presa per il culo" che contengono...


Fabio ha detto...

Anzi, prima regola della serie onesta: quando un personaggio è morto, è morto.

Seconda regola: non puoi tirare fuori i viaggi nel tempo se la cosa non è già il tema principale della serie.


gparker ha detto...

per questo Lost è mitico, perchè se ne fotte di queste e regole e tutti gli spettatori sono daccordo!


frankie666 ha detto...

mi sa che io rientro in un altra categoria.

quelli che non cagano Lost di pezza perche non c'e abbastanza azione.


Thomas Morton ha detto...

No, io sono abbastanza d'accordo con Parker, nel senso che a volte sono belli anche certi deliri (altrimenti non avremmo David Lynch, ragazzi). Però farsi prendere in giro per più stagioni, cercando anche di non perdere una puntata, richiede un tipo di dedizione che decisamente non ho.


gparker ha detto...

è il "prendere in giro" che ha poco senso. Io non vengo ingannato, vengo intrattenuto. E se la serie ha dei risvolti clamorosi e imprevedibili, anche paranormali, ma fascinosi, appassionanti e interessanti che inganno è?
Anche se all'ultima puntata dovessero dire "Ah! Era tutto un sogno in realtà" non sarà un inganno comunque, perchè mi hanno raccontato storie bellissime e personaggi interessantissimi.


frankie666 ha detto...

non avendo mai visto lost non mi permetto di parlarne, pero credo che il meccanismo della serializzazione che usano gli americani, esiste da ben prima di lost. E una cosa che conosciamo ormai decisamente bene, per cui credo che ci dobbiamo venire a patti.

le serie americane raramente sono prodotti "autoriali", ma piu prodotti studiati apposta per attirare piu audience possibile e quindi pubblicita e quindi soldi. L'autorialita probabilmente si puo sviluppare anche in questo tipo di meccanismi. Immagino che Lost ne sia un esempio, e, con tutto che non lo amo particolarmente, ne riconosco sia i pregi che il forte fascino, anche Dexter.


Anonimo ha detto...

Io sono una di quelli che invece sono caduti a piene mani nella trappola-Lost. Ne sono completamente e ineluttabilmente assuefatta e succube. Per me è una vera e propria droga. Non so più nemmeno quante volte me lo sono rivisto.
Comunque complimenti anche all'utente che è drogato di My names is Earl, telefilm miticissimo secondo me.
Ale55andra


gparker ha detto...

si io ne ho viste tutte le stagioni...


Fabio ha detto...

Buzzolan ieri notte in tv: "ho l'impressione che se in Italia qualcuno avesse inventato Lost gli sarebbe rimasto nel cassetto."


gparker ha detto...

amen


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