31.10.08

Si Può Fare (2008)
di Giulio Manfredonia

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ANTEPRIMA
FESTIVAL DEL FILM 2008

Se c'è una cosa che sappiamo fare è questo cinema che racconta storie di derelitti con un tono scanzonato, ridendone di gusto e lasciando passare qualche lacrimuccia di gioia per come questi poveracci poi trovino la felicità. Film che a modo nostro ci fanno sperare che esista un mondo migliore.

Mi viene da pensare allora che la vera grandezza di Mio Fratello E' Figlio Unico è di essere partito da questo genere per elevarsi ed eliminare tutte le mille piccole ruffianerie, gli espedienti di bassa lega e la pessima sceneggiatura per diventare un prodotto serio che mantiene solo i pregi di questo modo di fare commedia amara.

Si Può Fare invece è un tipico esponente della categoria. Manfredonia lascia mano libera ad un gruppo di attori che si divertono ad interpretare i malati di mente come ce li immaginiamo (l'unico un minimo interessante è Franco Ravera, già visto nei panni di un matto in La Ragazza Sul Lago) e Claudio Bisio è bravissimo a lasciare che la comicità rifluisca attraverso di lui per finire su di loro. Ma oltre a trovate davvero molto divertenti c'è il deserto della ruffianeria e della stupidità.

Si sceglie un tono favolistico (i matti che lavorano come montatori di parquet e al primo giorno gli danno in mano la motosega) ma non lo si segue fino alla fine pretendendo di convincere lo spettatore che davvero sia possibile una cosa simile (alla fine un serie di scritte con i dati sulle cooperative di malati di mente sono funzionali in questo senso).
A fronte di molte scene divertenti ce ne sono tantissime scritte in maniera pessima (Bisio e la Caprioli sul tetto per dirne una) e lo svolgimento risponde al più trito dei canovacci (se forse avrei potuto accettare che delle ragazze dell'alta società milanese escano con dei matti, di certo non accetto che escano con dei montatori di parquet!).
Ancora peggio si pretende di far passare l'idea non che i malati di mente siano normali ma che siano meglio delle persone normali.

1 commenti:

elisabetta ha detto...

A me non è arrivata l'idea che i malati di mente siano meglio delle persone normali. E' arrivata l'idea che delle persone con dei problemi psichici forse possono riuscire a vivere una vita (quasi) come quella degli altri, se però sono aiutati e in modo costruttivo. Anche se non è affatto facile riuscire a trovare il giusto modo per tutti. Certo il tono è un po' quello della favola. Probabilmente è più complicato da come viene condensato e raccontato nel film (di cui comunque riconosco certi limiti) ma forse davvero si può fare.