13.2.06

Truman Capote: A Sangue Freddo (Capote, 2005)
di Bennet Miller

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A metà tra il film biografico e la descrizione di un evento (la pubblicazione di A Sangue Freddo) è un film del medesimo genere del libro di Truman Capote di cui parla, una romanzo che descrive un fatto di cronaca, là dove il fatto di cronaca è in minor parte la strage di una famiglia in Kansas e per lo più il modo in cui il famoso libro che ne parla è stato scritto.
Trattare della genesi di A Sangue Freddo è trattare di Truman Capote, della sua personalità (originale) del suo modo di intendere vita, cronaca e arte. Il film tuttavia si tiene in un delicato equilibrio tra la celebrazione senza ombre (quasi sempre inevitabile) e l'insistenza sui lati oscuri dello scrittore che non è messo in scena come uno stinco di santo.
Inutile stare a discutere la prestazione camaleontica di Philip Seymour Hoffman che si dimentica di se stesso per "diventare" Capote, molto più interessante invece parlare di Clifton Collins Jr., che interpreta il detenuto Perry Smith con cui Truman Capote intreccia una relazione profonda e complessa fatta di attrazione, repulsione e affinità, un attore di certo non alle prime armi ma forse al primo ruolo di spicco che dimostra molto in una parte non facile.
Diretto con delicatezza e giusta lentezza dal quasi esordiente Bennet Miller Truman Capote è un film che non ha molti difetti (e purtroppo nemmeno troppi pregi) ma quelli che ha sono prettamente di stampo americano, su tutti la finalità didascalica e celebrativa e la poca fiducia negli spettatori ai quali tutto è spiegato passo passo, anche che sentimenti devono avere nei riguardi di cosa o chi. Così alla fine l'impressione è che tutto il film sia messo in piedi per mettere in scena la splendida imitazione che Hoffman fa di Capote.





9 commenti:

Antonio ha detto...

Lo hai già visto, invidia, invidia.
(io adoro Capote)

gparker ha detto...

Beh se lo adori dovresti uscire abbastanza soddisfatto, il film gli rende un buon servizio mi sembra, non incensandolo troppo e facendone vedere anche i lati meno belli.

L. ha detto...

volevo pavoneggiarmi dicendo che vado a vederlo giovedì in lingua originale.
non mi ero accorta che l'hai già visto... mannaggia :(

gparker ha detto...

Eh ma vinci tu, io l'ho visto in italiano...

L. ha detto...

allora venerdì aspettati un commento del tipo: "Ah ma questo film va visto OBBLIGATORIAMENTE in lingua originale... sennò ti perdi un sacco"
:D

L. ha detto...

il film l'ho visto. purtroppo senza sottotitoli, nè in italiano nè in inglese (il mio ragazzo aveva furbescamente eluso questo particolare quando mi ha invitato a vederlo)quindi mi sa che dovrò rivedermelo per capire quel 50% di battute di p.s. hoffmann che non ho proprio afferrato.
anche a me mi ha colpito più l'attore che fa perry, dato che mi infastidiscono le recitazioni "acchiappa-oscar".
per il resto l'ho trovato un film più che dignitoso, che ho visto volentieri, un pò medio e didascalico forse, ma non così ambizioso come dici tu.
il libro cmq è fantastico (lo sto leggendo adesso)

gparker ha detto...

In linea di massima la penso come te, ma credo che benchè abbia il pregio di essere un film che mostra DAVVERO alcuni vizi e alcune virtù dello scrittore e si concentra più che altro sui fatti, comunque punta a parlare del rapporto tra arte e vita, attrazione e repulsione, oltre a fare una riflessione storica. Tutta roba affrontata, mi sembra con molta leggerezza.

Leo ha detto...

Ho trovato "Capote" uno dei migliori film della stagione. Hoffman è superlativo (ma il doppiaggio lo penalizza), Clifton Collins Jr avrebbe meritato la candidatura all'Oscar. Ciao, Leo

gparker ha detto...

Così tanto ti è piaciuto? Eppure a me non mi ha lasciato quasi niente. Ora a giorni di distanza non mi rimane nulla di quel film.