22.3.06

V Per Vendetta (V For Vendetta, 2005)
di James McTeigue

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Il fatto che Alan Moore abbia fatto rimuovere il suo nome dai titoli di coda del film non depone a suo favore, ma del resto dopo averlo visto si può facilmente capire perchè.
Il film si discosta nettamente dal fumetto (e questo è un bene), ma la maniera in cui lo fa solo a tratti è convincente ed ha motivazioni (e finalità) prettamente ciematografiche, nella maggior parte dei casi trattasi di "americanizzazione", dove con questo termine si intende il processo che porta una qualsiasi opera a diventare un prodotto standard hollywoodiano passando attraverso la banalizzazione, la semplificazione e la manicheizzazione dei contenuti, oltrechè l'esaltazione della tecnica.
Parte bene V Per Vendetta, verboso come è giusto che sia e molto convincente nel dipingere una dittatura moderna e tutto sommato possibile (grande difetto del fumetto (che assolutamente non ho amato) era di mostrare una dittatura ridicola, anche più di quella di 1984). Anche la figura di V all'inizio è romantica quanto basta. Ma andando avanti il film si perde, i contenuti da che sembrava dovessero decollare si appiattiscono e la scena finale con il popolo inglese che sbigottito si leva la maschera da V e guarda speranzoso in cielo è degna del peggior Ron Howard (o forse basta dire del peggior Wachowski).
Devo ammettere tuttavia che il momento in cui salta in aria il parlamento inglese è stato un colpo niente male, veder saltare in aria un'istituzione del potere politico così importante come un atto di liberazione terrorista mi ha impressionato.





10 commenti:

frankie666 ha detto...

Mi aspettavo che gli amanti di V versione cartacea si facessero sentire... invece...

Nb. Un plauso a Natalie Portman, non per la sua recitazione che non ho notato, in effetti mi sonodedicato ad altri particolari, di cui sono follemente innamorato...

gparker ha detto...

innamorato di lei o dei particolari?

frankie666 ha detto...

qual' è la differenza?

ava ha detto...

non ho mai letto il fumetto ma credo che lo recuperero': Moore e' stato cosi' drastico anche con gli altri film tratti dalle sue opere?

gparker ha detto...

Credo proprio di si e aveva ragione, cmq per essere sicuri bisognerebbe chiedere a Frankie666 che se passa di qui spero risponda...

frankie666 ha detto...

Che io sappia da opere di Moore sono stati tratti quattro film:
From Hell
V For Vendetta
Constantine (tuttavia in questo caso lui ha solo inventato il personaggio in una delle sue prime serie Swamp Thing, poi è divenuto importante attraverso altri autori)
The League Of Extraordinary Gentlemen

E credo che + o meno gli abbiano fatto tutti schifo...
Se faranno pure Watchmen, secondo me si
incazza proprio...

CrashOver ha detto...

io direi che , mi sono visto il film con la mia fidanzata, ed e' stato talmente noioso che mi sono addormentato, avendo anche la possibilita' di far altro :p !!! ASSOLUTAMENTE NOIOSO E LUNGO

freemind ha detto...

secondo me il film non è affatto noioso, anzi è appassionante e per nulla banale... inoltre la morale della storia è attualissima e ci vuole avvertire contro il rischio di trovarci, senza rendercene conto, in un futuro prossimo, sotto un governo che usa il terrore per controllare la volontà della gente (sempre che questo non stia già avvenendo)

Anonimo ha detto...

V V V
° °
-

Layla ha detto...

Sto leggendo a rotazione molte tue recensioni in questa notte d'insonnia. Ma di fronte alla stroncatura così netta del fumetto da cui è tratto questo (deprecabile) film mi fermo. Penso proprio che l'autore conoscesse Orwell, Huxley, Bradbury, Hynkel cioé Chaplin, e quindi non mi concentrerei sulla rappresentazione della dittatura: tralasciando il fatto che di dittature mediatiche buffone e inverosimili (ma purtroppo reali) ne conosciamo già qualcuna... l'autore non poteva e non doveva sforzarsi di essere originale o inappuntabile: "Il Fato" di Moore mi pare solo una necessità propedeutica alla piena espressione di V. Un personaggio splendido non solo per la sua storia e la sua caratterizzazione poetica e androgina, non solo per il suo folle egoistico eroismo, ma per i concetti che incarna dalla libertà pura all'amore per l'arte, alla memoria (storica e Umana).

Queste "banalità" le perdiamo di vista ancora oggi in molti, a trent'anni dalla pubblicazione di quel fumetto. Non è facile vederti liquidare in una riga un fumetto che ce le ricorda così bene. :)





P.S. comunque, se tu avessi avuto una madre che per decenni, quotidianamente ti avesse fatto sorbire una trasmissione radio militante insieme al caffellatte, troveresti inquietante e realistica anche la Voce del Fato. ;-)