2017/2018

2016/2017

2015/2016

2014/2015

2013/2014

2012/2013

2011/2012

2010/2011

2009/2010

2008/2009

2007/2008

2006/2007

2005/2006

2004/2005

4.9.07

4 Mesi, 3 Settimane e 2 Giorni (4 luni, 3 saptamini si 2 zile, 2007)
di Cristian Mungiu


Con fare assolutamente semidocumentaristico Mungiu decide di seguire il travaglio di due ragazze in un tempo che è poco meno di una giornata. Il travaglio è dovuto dal fatto che una delle due deve abortire clandestinamente, ha già preso accordi e deve unicamente presentarsi e sottostare alla procedura, mentre l'altra, la compagna di stanza e vera protagonista, le dovrà stare accanto e sobbarcarsi tutte le rogne peggiori per l'incapacità organizzativa e l'inettitudine della prima.
Questa in pratica la trama: un giorno nella vita dell'amica di una ragazza che deve abortire. Il viaggio della protagonista (spesso e volentieri in movimento a piedi nelle strade della periferia (o almeno spero sia periferia!) di Bucarest) è un continuo spostarsi tra doveri (aiutare l'amica, incontrare persone e presenziare al compleanno della madre del ragazzo) in un universo che ancora una volta (per il cinema autoriale da festival europeo) non è troppo dissimile a quello del cinema italiano della liberazione, cioè un mondo in cui si è completamente soli, nel quale non si può fare affidamento sugli altri esseri umani (che anzi non fanno che creare difficoltà) e nel quale lo stato e i suoi esponenti (commessi, autorità, stato, controlli sull'autobus, burocrazia...) sono, nella miglior ipotesi, completamente assenti. Un modo di mettere in scena una storia che favorisce l'emergere dello scenario, del contesto e del rapporto particolare che il regista vuole instaurare tra uomo che paesaggio.

Lo stile è appunto quel semidocumentarismo moderno fatto di messa in scena minimalista, molti esterni e protagonista sempre inquadrato che i fratelli Dardenne hanno mutuato dai dettami della Nouvelle Vague e canonizzato per l'era moderna con il successo di Rosetta. Così anche in 4 Mesi, 3 Settimane e 2 Giorni la trama ha lunghi periodi di stasi e momenti di improvvisa accelerazione emotiva e di intreccio, ma senza la carica emotiva, quasi melodrammatica che si trova nei migliori exploit di questo tipo di cinema.

A fronte di molte cose molto convincenti: dalla bellissima e lunga sequenza della cena con i parenti del ragazzo (veramente magistrale) all'altra cena, quella mesta del finale con tanto di sguardo in camera (foto centrale), fino anche al viaggio della protagonista nella notte per compiere il suo crimine, c'è poi un sostanziale riciclo di un modo di fare cinema che ormai è diventato il canone dell'autorialismo all'europea (all'inizio c'è anche un'ostentata camera a mano), grazie anche ai premi che continua a vincere, e che mi ha un po' stufato.
Insomma mi sembra anche ora di andare avanti...
Posta un commento
Creative Commons License
...ma sono vivo e non ho più paura! by Gabriele Niola is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 3.0 Unported License.