28.10.07

Die Hard - Vivere O Morire (Live Free Or Die Hard, 2007)
di Len Wiseman

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Il quarto capitolo della saga di Die Hard è tutto Bruce Willis.
Più volte mi sono dichiarato dalla parte di questo attore, che è uno dei pochi veri grandi caratteristi moderni, alla pari dei suoi illustri predecessori come John Wayne, attori non straordinari ma capaci di costruirsi un personaggio attraverso diversi film e riuscire ad incarnare (come attori e non legati ad un solo personaggio come può essere James Bond) un ideale.
E Bruce Willis è il poliziesco d'azione moderno americano, è la sua faccia migliore, quella più complessa e sfaccettata, l'unica che riesca a tenere saldo il legame con la grande tradizione degli eroi disperati dei noir e contemporaneamente con il cinema d'azione edonistico degli anni '80. L'unico in grado di incarnare ancora l'uomo duro in anni di eroi fragili.
Nonostante dunque la sceneggiatura e la regia di questo quarto episodio lascino parecchio a desiderare, c'è Bruce Willis a farsi in 4 per John McLane. Corre, salta, spara, ammazza ma soprattutto si ferisce e sanguina come un tempo, regalando carisma e faccette ironiche a palate.
Far scontrare John McLane contro gli hacker è veramente un'idea stupida, tanto quanto mettergli accanto un personaggio spalla come il giovane pirata informatico buono solo a servire battute scontate, eppure eccolo là ancora John McLane che per la soddisfazione di chi lo ama abbatte un aereo con una macchina e lotta a mani nude contro un aereo militare.
Per fortuna c'è Bruce Willis.

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