22.12.05

Match Point (id., 2005)
di Woody Allen

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Te lo promuovono come un film assolutamente non-alleniano e per certi versi è vero, ma in fondo l'affermazione è falsa. Match Point è formalmente diverso da qualsiasi Allen visto finora ma perfettamete in linea con tutto quello che ha fatto in precedenza.
Dalla seconda metà ha una struttura a thriller, prima è più un film intimista sulla società inglese (di fondo Allen ha sempre ritratto degli americani molto simili agli europei), ma di fondo è un film che parla dell'impossiblità di mantenere rapporti stabili tra uomo e donna e parla dell'assenza di un disegno intelligente, della vita dominata dal caos (o fortuna, che dir si voglia), utilizzando personaggi altoborghesi inseriti in un ambiente intellettuale. Niente di più alleniano.
Chiaramente io sono entrato in sala con gli occhi spalancati per cogliere in questa nuova forma tutti i segni tipici del cinema di Woody Allen, che per inciso adoro. E non è stato neanche troppo difficile. A partire dai titoli di testa (uguali a tutti gli altri film di Allen), dalla colonna sonora e dalla prima inquadratura (bellissima), si procede poi con i moderati movimenti di macchina tipici del regista americano e il modo di integrare la colonna sonora con le scene descrittive (le prospettive e i punti di vista sono sempre quelli). Le immagini in interno in moltissimi casi sono quelle tipiche a cui Allen ci ha abituato. Solo i dialoghi non sono canonici (anche se in alcuni casi....).
Curiosità a parte Match Point è un film decisamente bello, che si prende tutto il tempo per parlare di quello che gli interessa, ha un andamento lento che non annoia e sparge qua e là moltissimi elementi di thriller e suspense in maniera crescente. Il finale è sorprendentemente intelligente e dà senso a tutto il film, svelandone gli intenti e le motivazioni di fondo.
La scelta dei colori è molto molto precisa e anche questa ricorda film precedenti come Settembre (dove i colori in questione erano le tonalità bianco/baige/marrone). In sostanza Allen si diverte a giocare con il thriller per la prima volta nella sua vita. Penso che in fondo questo film possa generare nello spettatore la medesima sorpresa che si ebbe all'epoca di Interiors, il primo film serio.
Si conferma che Woody Allen è un dei registi più poliedrici mai visti, capace di affrontare con una qualità media altissima diversi generi e scrivere diversi tipi di trame ma sempre portando avanti un discorso coerente e personale. La pecca del film (che spesso affligge i lavori di Woody) è un po' di freddezza, bisogna aspettare la parte finale perchè il film si riscaldi davvero. Tuttavia sequenze come quella nel campo di grano, sono cinema al 100%, e l'ironia con cui risolve impeccabilmente la trama è degna della splendida mente del regista, una conoscenza del cinema e una sapienza nel giocare con i generi e le aspettative degli spettatori rara.
Ora comincio a contare i giorni che mancano all'uscita di Scoop il prossimo film londinese con Scarlett Johansson.





10 commenti:

frankie666 ha detto...

ci sarei venuto... se aspettavi un giorno ci sarei venuto... Chiamami quando vai a vedere film che credi non mi piacciano... Voglio allargare i miei orizzonti...

gparker ha detto...

Ti avrei chiamato senz'altro, non ti trascuro, ma non era un cinema normale, era una proiezione in stra-anteprima, i film esce a Gennaio. Non potevo proprio portare nessuno.

L. ha detto...

il mio film preferito di allen è probabilmente another woman (anche se poi alla fin fine mi son piaciuti molto quasi tutti), dici che mi piacerà?

gparker ha detto...

Fino a poco dalla fine ti deluderà ma le ultime sequenze che tirano le somme del film ti faranno capire che è un ottimo Allen. Non tra i migliori, ma un gran bel film.

Il mio preferito è Io e Annie (come sono scontato) e Zelig.
E poi adoro visceralmente, proprio di pancia, Provaci ancora Sam anche se non è diretto da lui.

Valerio ha detto...

sono veramente curioso...quasi,quasi me lo spizzo a natale...

Lui ha detto...

Mi è piaciuto.
Per diversi motivi, ma devo dire che ho trovato particolarmente adorabile il modo in cui Chris Wilton riusciva a pararsi il culo :D
Va da se che ho preso appunti.

gparker ha detto...

Si veramente un grandissimo!

phoenietzsche ha detto...

Amiamo gli stessi film di Allen, ma su Match Point i nostri giudizi si dividono.
Sono uscito dal cinema chiedendomi come mai Woody avesse fatto da prestanome a qualche (bravo) regista emergente americano... Il film è girato benissimo ma l'ho trovato completamente insignificante: più passa il tempo e più mi accorgo che non mi lascia traccia di sè. Ero abituato a tutt'altro (europeo) spessore.
Ah, ti avverto, non sono uno di quelli che se il regista non rinnova i suoi cliscè ci rimango male (vedi La stanza del figlio...).

gparker ha detto...

Io ho trovato invece che nonostante i molti mutamenti in superficie il suo cinema sia rimasto il medesimo.
Se non l'avessi saputo avrei detto che era un film di Allen al secondo minuto.
Mi e' sembrato addirittura che questo diverso modo di affrontare i suoi temi tipici abbia portato un nuovo valore a questi, come se ormai avesse esaurito una vena creativa nella direzione che aveva intrapreso e cercasse diverse ottiche per le medesime ossessioni.
Spero cmq che sia innegabile anche per te l'abilita' registica e di sceneggiatura che ancora una volta ha dimostrato. Specialmente nel modo in cui ha deciso di proporre la soluzione finale.

cesco ha detto...

secondo me è identico a "crimini e misfatti" da cui si distingue solo per la conclusione cui giunge alla fine: prima dominava il libero arbitrio e le responsabilità che ne derivano, ora allen pone l'accento sul potere del Caso, cui tutti siamo soggetti.
Avrà cambiato idea.