17.6.10

A-Team (id., 2010)
di Joe Carnahan

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POSTATO SU
Solitamente quando scrivi una sceneggiatura durante una serata tra amici mischiando alcol a diverse gradazioni il risultato è qualcosa di estremamente divertente ma solo fino al mattino dopo. Fare di una sceneggiatura simile un film indirizzato a gente sobria è da considerarsi una follia.
Tuttavia, nonostante sia palesemente questa l'origine di questo cartone animato in live action con i personaggi della serie TV A-Team (tutti quasi uguali a parte Sberla che è diventato il tipico action-hero hollywoodiano anche per il fascino e l'ascesa dell'attore che lo interpreta), il risultato è incredibilmente godibile.

Certo occorre lasciare i pregiudizi a casa. Io che non l'ho fatto non mi sono goduto tutta la lunga introduzione, condendo continuamente la visione di ogni iperbolica sequenza con continui sbuffi per la palese immaturità del tutto. In realtà con il passare dei minuti il film mi ha conquistato anche nel mio scetticismo.
Il primo e più facile motivo è che è diretto benissimo da Joe Carnahan (lo stesso che ci aveva regalato Smokin' Aces), cosa davvero poco frequente, specie nel cinema d'azione. A-Team scorre bene, è raccontato con gusto, humor e divertimento condivisibile dal pubblico in sala e senza ricorrere a facili espedienti (solo a facilissime linee di dialogo), anzi cercando spesso modi originali e complessi di orchestrate le solite sequenze, in modo da dare una visione accativante di ogni personaggio senza mai indugiarci troppo. Il secondo e più complesso motivo è che il film fa leva con abilità rara nel tredicenne che è in te.

L'ho acpito nella tanto vituperata scena che si vede anche nel trailer (il volo in carroarmato) quando, sebbene stiano precipitando, uno Sberla esaltato oltre ogni dire dall'estasi della probabile morte spara continuamente con il cannone del carro per cambiare traiettoria e atterrare in acqua. L'umorismo che condisce il tutto, il senso dell'esagerazione non nascosta ma anzi esplicitata e la furia controllata di quello che è solo il finale di una lunga sequenza d'azione, è un mix tra i più efficaci che si sono visti quest'anno. A- Team è un film da vedere essendo pronti a ridere e a riderne assieme all'autore. E forse è la cosa migliore, la serie era una cosa stupida ma divertente e anche il film, stupido ma divertente sebbene in maniera diversa, è ragionevole.

Capitolo a parte merita il modo in cui è trattata la CIA. La violenza, la decisione e la fermezza con cui sono ritratti come degli idioti al servizio del male, la grande mela marcia all'interno del sistema americano ha dell'inedito. Se si somma questo con quanto visto in Green Zone, sembra chiaro che Hollywood ha preso una posizione precisa.
Certo A-Team è anche un film più conservatore della serie da cui viene (nella quale i personaggi sono scapestrati e disordinati ribelli fuorilegge, affascinanti come hippy, ma anche rigorosi soldati al servizio del paese) e in alcuni momenti si prende delle libertà eccessive come mettere in discussione il pacifismo gandhiano. Ma alla fine, l'infantilismo generale fa passare tutto in cavalleria.

Non alzatevi prima della fine dei titoli di coda come ho fatto io, dopo ci sono i cammei dei vecchi attori della serie (quelli ancora in vita e che non sono Mr. T).

10 commenti:

Fabio ha detto...

Tu ti alzi prima della fine dei titoli???

gparker ha detto...

eeeeeeeeeeeeeeeeehhh!
Specie da quando vedo un film al giorno al cinema.

comunque mi alzo quando accendono le luci, se le tengono spente perchè c'è una scena dopo rimango seduto.

Anonimo ha detto...

Gran bella recensione!!;)

gparker ha detto...

grazie
chiunque tu sia

Anonimo ha detto...

gran bell'anonimo

gparker ha detto...

il migliore direi

genna ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
genna ha detto...

Il discorso finale sulla rappresentazione della CIA mi ha lasciato interdetto. A quanto mi risulta l'Organizzazione viene spesso dipinta nei film USA come il braccio armato di un certo "antistato" statunitense, che agisce senza darsi limiti e in modo sporco per perseguire a tutti i costi gli interessi americani; interessi definiti però in modo spesso discutibile, della serie "se il popolo sapesse cosa facciamo e perchè lo facciamo ci condannerebbe, ma è solo perché non sanno come va' il mondo".
Un esempio che mi viene in mente sono gli agenti "snack ai cereali" della CIA di "Hudson Hawk", i quali evidenziano le caratteristiche sopra citate in modo parodistico, e proprio per questo quindi ironicamente paradigmatico.

gparker ha detto...

si ma la cosa che a me ha lasciato perplesso è stato il fatto che una simile critica violenta sia inserita in un film mainstream e spensierato...

voyages ha detto...

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