10.3.10

Percy Jackson: e il ladro di fulmini (Percy Jackson And The Lightining Thief, 2009)
di Chris Columbus

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POSTATO SU
Perseus Jackson, per gli amici Percy, è il figlio di Poseidone e una mortale, dunque un semidio. Ma non lo sa. La sua esistenza è stata nascosta a tutti, lui compreso, mischiato tra gli altri adolescenti di New York con un migliore amico satiro (sotto mentite spoglie) e un destino davanti a sè che si palesa nel momento in cui qualcuno ruba a Zeus la sua arma più potente, il fulmine, e tutti incolpano Percy. Saltata la copertura inizia il viaggio alla scoperta del mondo dei semidei che si nasconde in quello degli umani e la lotta per la sopravvivenza.

Percy Jackson è, bene o male, il tentativo di dare il via ad una nuova saga per il pubblico tra poco orfano di Harry Potter, questo nessuno lo vuole nascondere. Non lo vuole nascondere lo scrittore dei libri originali che ha imbastito una storia fondata sulle medesime dinamiche di quella del mago di Hogwarts, non lo vuole nascondere lo sceneggiatore che ha adattato il libro per il cinema tenendo presente quello che si fa nei film di Harry Potter, non lo vuole nascondere nemmeno la produzione che ha preso alla regia Chris Columbus (già al timone dei primi due capitoli del giovane Harry) e infine non lo vuole nascondere Columbus stesso che con Percy cerca di replicare il successo di Harry puntando più sull'ironia e sull'azione.

Il risultato non ha il fascino e l'attrattiva dei primi capitoli della saga che vorrebbe imitare. Non ne ha l'epica, non ne ha l'interesse misterioso e soprattutto manca il fattore "esplorazione di un nuovo mondo". L'universo in cui si muove Percy infatti non è un mondo altro come l'Hogwarts potteriano (dove le cose sono simili alla vita normale ma subiscono continui piccoli scarti a causa dell'uso insistito della magia al posto della tecnologia) bensì l'America reale (con tutti i suoi topoi).
I luogi della mitologia vengono inseriti nel contesto statunitense (tipo il Partenone a Nashville) e allo stesso modo anche le creature mitologiche (la Medusa cura un giardino botanico al margine dell'autostrada), cercando una fusione tra tradizione americana e mitologia greca che poco centra con il fantasy che domina i libri della Rowling.
Il risultato vorrebbe essere più vicino al pubblico mentre proprio per il modo in cui gli alita sul collo se ne allontana.
Ad ogni modo il film porta a casa il premio "miglior product placement visto fin'ora" quando la Medusa viene sconfitta guardandola nel riflesso del retro dell'iPod Touch.

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