28.5.09

Uomini Che Odiano Le Donne (Män som hatar kvinnor, 2009)
di Niels Oplev

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POSTATO SU
Asciugando asciugando Uomini Che Odiano Le Donne è un giallo canonico. Ma molto canonico. C'è un assassino, delle vittime, un investigatore molto abile nella deduzione ed esterno ai fatti che deve calarsi in un mondo che lo respinge (poichè non ama che si indaghi su di esso), una partner difficile da gestire ma brava nel suo settore e un mistero che coinvolge elementi terribili e fascinosi come il nazismo.

Dato l'impianto e l'intreccio basilari non è certo la trama a contare ma il suo svolgimento, cioè come essa ci viene narrata. E se Stieg Larsson nell'omonimo libro pare aver fatto un ottimo lavoro quanto ad intrattenimento e coinvolgimento (io, ovviamente, non l'ho letto), la stessa cosa non si può proprio dire di Niels Oplev.
Uomini Che Odiano Le Donne (il film) è molto lungo, molto lento e molto poco interessante. Nonostante gli argomenti siano i medesimi del libro, nel film non si percepisce il senso di suspense e attaccamento agli eventi, alla storia e ai protagonisti che fanno il segreto di un giallo. Anche il misterioso e fascinoso contesto non lo è poi tanto nella riduzione cinematografica.

La regia non solo racconta svogliatamente la storia ma manca anche di guizzi. Non si percepiscono scelte forti, momenti personali o soluzioni estreme, tutto è tenuto su un terreno minimale, probabilmente per lasciare che la corposa storia (il libro è molto grosso) riesca ad entrare nelle ben 2 ore e mezza del film rimanendo comprensibile. Eppure la regia non dovrebbe essere proprio l'arte del racconto attraverso le immagini?
Ciò che si perde è l'umanità dei caratteri. Al di là dei contesti che rendono poco, sono poi i personaggi la vera delusione. I loro rapporti e i sentimenti forti che vorrebbero esprimere non passano. Vediamo accadere tante cose, nessuna delle quali però coinvolge davvero, nessuna riesce a superare la semplice illustrazione di un fatto e andare anche solo leggermente oltre per diventare esperienza cinematografica.

Alla fine, quando la noia prende il sopravvento, non si desidera più nemmeno sapere chi sia l'assassino.

9 commenti:

frankie666 ha detto...

Acc. Rosico... Pare che il libro sia bellissimo...

elisabetta ha detto...

Io lo sto leggendo ora, sono a metà e volevo finirlo prima di vedere il film. Dopo questa recensione di parker però...

gparker ha detto...

questo è essere utili!

Noodles ha detto...

In realtà pure il libro aveva delle lentezze, o meglio per essere un giallo aveva un andamento assai piano, con non molti colpi di scena, ma quelli che c'erano erano ottimi. Un libro che faceva bene il suo lavoro diciamo, la cui peculiarità stava proprio nella lentezza in contrasto al genere tipico in cui si inseriva. Ma già al secondo capitolo quella lungaggine diventa un po' macigno.

gparker ha detto...

era infatti quello che mi ero immaginato

alp ha detto...

Posso dire che per me almeno il libro, o meglio il suo incipit, non ha funzionato: l'ho mollato a pagina 50 :-) ma mi dicono che bisogna insistere perchè "prende" verso metà... magari ormai vedo il film nonostante la poco invogliante tua rece

Dallesandro ha detto...

Bello, mi ha intrigato. Anche Eco concepì un'introduzione molto pesante e veramente poco invitante (un'orgia letteraria di storiografia medievalista) per il suo giallo "Il nome della rosa" e oggi assistiamo alla stessa cosa con lo svedese, a cui piace scrivere. Avendo letto il libro posso dire che chi ne ha scritto l'adattamento cinematografico ha fatto delle ottime scelte - con buona pace dell'autore ormai morto stecchito - in termini di sintesi o anticipazione di temi che troviamo solo nei libri successivi. Ma quest'operazione cinematografica, e quindi anche commerciale, va vista come una trilogia. Appuntamento ad Ottobre con il secondo capitolo e a Novembre con il terzo. In definitiva è tutto ma veramente tutto già visto, ma è un po il male di questi tempi postmoderni.

bolo ha detto...

Un giudizio così drastico no, dai.
Lento certamente, ma fino alla fine ero curioso di sapere chi fosse stato l'assassino. Un regia più coinvolta avrebbe fatto la differenza e tutta la prima parte fino all'arrivo di lei nella casupola è tirata male, però la protagonista prende. Almeno mi ha convinto.
Francamente avrei trovato insopportabile vedere il ricalco completo di un film americano. È freddino, ma mi accontento.

gparker ha detto...

no magari il ricalco di un film americano no, però qualche guizzo ogni tanto o un po' più di interesse nei protagonisti...