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31.5.06

Fuori Vena (2002)
di Tekla Taidelli

Fuori Vena viene presentato come selezionato al 58° Festival di Locarno e vincitore del 23° Sulmona Film Festival. Addirittura sul pressbook campeggia una citazione di Aldo Fittante tratta da FilmTV che dice: "Straordinario film sul mondo a parte di un gruppo di giovani che rifiutano l'omologazione". Straordinario??
Di fuori dall'ordinario c'è solo la noia in quelle poco meno di due ore durante le quali Tekla Taidelli filma con uno stile banalmente frenetico la vita di due sbandati (tratta esplicitamente dalla sua). C'è lei, drogata senza nessuna dipendenza forte, appassionata di cinema, incasinata di natura e amante di rave, ubriacature e vita ai margini. Ah, e nonostante nel film non voglia sentirlo è una punkabbestia (perchè se è vero che l'etichettamento è una pratica di dominio è anche vero che diamo un nome alle cose per conoscerle e distnguerle).
A rappresentare i drogati più pesanti c'è infine un ragazzo suo amico, un tossico eroinomane che si buca e che tutto il giorno si preoccupa di cercare un'altra dose. Lei se ne innamora e cerca di tirarlo fuori dalla dipendenza.

Fuori Vena intriga perchè parla di un mondo che è la normalità per Tekla ma fuori dall'ordinario per chiunque altro, un mondo che per i precedenti cinematografici (su tutti l'ovvio Trainspotting saccheggiato in più d'una scena) già è carico di romanticismo, a cui si aggiunge poi c'è la vita ai margini, la disperazione... Insomma ce n'erano di motivi per aspettarsi un bel film, anche perchè il discorso di Tekla è sulla differenza tra droghe. Non solo la canna non è la cocaina, ma soprattutto la cocaina non è l'eroina e comunque ci sono tanti livelli di dipendenza non la dipendenza e basta.

Ma tutto è fatto senza cognizione di causa, senza una conoscenza cinematografica seria, senza una padronanza tecnica, senza attori veri e senza saper dirigere i non-attori, senza un'abilità nello scrivere una sceneggiatura o anche solo dei dialoghi ma con un'abbondare di metafore e smilitudini da liceo e infine senza un'idea precisa di cinema. Ci sono bestemmie e primi piani di aghi in vena che costituiscono la parte migliore di un film comunque pessimo e lo stesso riescono ad impressionare poco. Alla fine pure la morale sul fatto che ci sono droghe accettate (i medicinali e il caffè) e droghe non accettate, che ci sono cocainomani d'alto e basso bordo e solo questi ultimi sono ritenuti degli sbandati è veramente penoso. Anche perchè chi non è ritenuto uno sbandato è perchè non lo sembra.
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