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29.11.05

Broken Flowers (id., 2005)
di Jim Jarmusch

Parla un non amante di Jarmusch.
Il film inizia in pieno stile dell'autore, abbastanza soporifero e volutamente poco accattivante. Fortunatamente la trama, per come si dispiega, rende tutto un po' più vivo, i viaggi di Don alla ricerca della fantomatica madre fanno subito pensare alle vite parallelle, lo straniamento di ritrovare le persone conosciute anni prima ora che conducono altre vite è reso benissimo ed affascina. Belle anche le caratterizzazioni delle ex, tutte sul filo del grottesco ma senza mai esagerare. Il film dunque procede un po' sul filo dell'incertezza tra l'inutile, l'ispirato ed il grottesco fino a poco dal termine, quando senza colpi di scena o rapide accelerazioni di eventi (come fanno i Dardenne o Zonca o Moodysson), Jarmusch riesce a tirare le fila di tutto il film, finalmente il personaggio di Bill Murray acquista tutto d'un botto uno spessore, delle emozioni, diventa interessante insomma. Quel finale perfetto e risolutivo degli intenti del film, nella sua volontà di non risolvere la trama, mi ha indotto decisamente a riconsiderare tutto. Durante la proiezione pensavo che tempo una settimana mi sarei dimenticato di questo film e invece ora non lo credo più.
Bill Murray interpreta sempre lo stesso personaggio, dalla sua rivalutazione in Lost In Translation è riuscito a staccarsene con difficoltà (e già aveva problemi a non fare personaggi cinici). Questa volta è un uomo cinico, di poche parole, che veste sempre uguale. Che strano.
Però come ho già detto Jarmusch riesce a tirare le fila di tutto nella lunga sequenza finale, tirando suori un'umanità insospettata a tutti i personaggi in gioco, a quel punto si che avrei voluto il film andasse avanti! E invece è finito. Chiaramente questa cosa mi ha comprato subito.
Altra cosa che ho apprezzato tantissimo è la volontà del regista di fidarsi dello spettatore (e di se stesso) ciecamente. Jarmusch non spiega nulla ma tutto si capisce, non insiste sui particolari ma tutti li notano ugualmente, non affida la spiegazione delle cose ai dialoghi ma sembra quasi le voglia trascurare o nascondere, tuttavia risultano evidenti ugualmente. Grande maestria davvero.
Incredibilmente a suo agio ed in parte Sharon Stone.





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