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1.6.05

Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005)
di Marco Tullio Giordana

Non è mai facile giudicare questi film italiani. Il punto è che Quando sei nato non puoi più nasconderti innanzitutto non è girato affatto male, è pieno di idee carine ed alcune interessanti, come il momento della caduta del bambino in mare, tutta fatta senza luce, ed il controluce (o controluna) di quando il padre lo scopre ed anche il momento finale in cui si rivede la giovane immigrata nella sua nuova abitazione e si intuisce la sua nuova professione non è niente male! E' pieno di allusioni, Giordana si fida molto dello spettatore e non inquadra mai direttamente la videocamera digitale ma la lascia sul fondo a far intuire, e questo è bello. Solo che non so mai se vedere queste cose come il bicchiere mezzo pieno ("Beh vale poco però è fatto bene almeno!") o il bicchiere mezzo vuoto ("Ma è mai possibile ce anche se li giriamo bene non riusciamo a dare un senso a questi film??").
Il punto è che il film non vale davvero niente. Diamine non vale nulla! Se nella prima parte un po' si stiene, c'è ritmo, c'è qualche trovata e la storia un po' ti prende, subito dopo la riunione dei genitori con il bimbo ritrovato cade tutto, comincia l'insulsaggine, il film procede arrancando, puntando su sentimenti, emozioni e non detti, che non è detto che debbano funzionare per forza, ed infatti non funzionano. Tutti questi primi piani intensi, questi silenzi espressivi mi hanno lasciato alquanto indifferente se non annoiato.
E poi soprattutto una cosa: in una commedia sono disposto ad accettare personaggi tagliati con l'accetta, i caratteri, le maschere, mi stanno bene, perchè mi aspetto che siano le situazioni ad essere intriganti e che coinvolgano questi stereotipi in nuove dinamiche, ma in un film drammatico mi aspetto che siano le situazioni ad essere stereotipate (morti, agnizioni, incredibili coincidenze, disconoscimenti...) mentre tutto si fonderà sui personaggi, sulla loro complessità, sulle loro sfumature, sulle loro contraddizioni o evoluzioni anche. Ma qui non c'è nulla di tutto ciò, ci sono dei personaggi ridicoli, uguali dall'inizio alla fine, che rispondono in pieno ai loro stereotipi. Non si può!
Pregevole l'idea del finale sospeso (ma sono un grande amante dei finali).
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