29.11.10

Tre all'improvviso (Life as we know it, 2010)
di Greg Berlanti

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POSTATO SU
L'idea di Tre all'improvviso è insolitamente audace: cercare di dare freschezza alla classica commedia sul conflitto dei sessi attraverso una storia dall'organizzazione non usuale. Un ragazzo e una ragazza che apparentemente non sono fatti per stare insieme (cosa di cui sono convinti), sono obbligati a convivere dall'esigenza di prendersi cura della bambina lasciata orfana dall'improvvisa morte dei loro migliori amici. La parte inconsueta è che questo evento fondamentale non è il presupposto del film ma qualcosa che avviene a metà.

Il risultato di una simile organizzazione narrativa è che c'è una prima, lunga, parte unicamente conoscitiva, in cui esploriamo le vite e il rapporto tra i due protagonisti (e quello che stringono con la coppia di genitori che poi ci lascerà), e una seconda più compressa in cui si svolgono i canonici tre atti e trovano attuazione tutte le consuetudini del genere (equilibrio, rottura dell'equilibrio e sua restaurazione finale).
Lo spunto anche regala motivi di fascino superiori alla media del genere. L'idea dell'unione forzata e della convivenza per formare un nucleo familiare senza che ce ne siano le basi non è certo una novità ma regala più di un momento intrigante.

Continua così la carriera di Katherine Heigl, sempre più specialista di questo tipo di cinema e sempre più incarnazione dei sogni plausibili della donna media (bella ma in maniera sobria e raggiungibile, sempre in difficoltà ma anche risoluta). Dopo James Marsden e Gerard Butler questa volta si trova nel mezzo di un turbine sentimentale con un altro bellissimo (e lui si impossibile) come Josh Duhamel, che ovviamente sposerà.

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