22.11.10

Precious (id., 2009)
di Lee Daniels

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POSTATO SU
Che truffa! Noto soprattutto per essere stata la sorpresa (delle nomination) degli Oscar della scorsa annata, Precious arriva da noi con l'aura di film alla europea che lo aveva accompagnato in patria. Ma un conto è quel che si immaginano gli americani del cinema all'europea e un conto è quello a cui siamo abituati noi.

Precious dovrebbe essere un film duro, molto attaccato alla realtà più povera e derelitta degli Stati Uniti. La protagonista è una ragazza di colore di 16 anni sottoistruita ma sovrappeso, già madre di due figli (di cui uno down) a causa delle violenze subite dal padre e regolarmente picchiata e vessata dalla madre. Lei è in realtà molto intelligente ma la violenza, gli insulti e le difficoltà sociali le tarpano le ali.
Da subito però capiamo che tutte le promesse di attaccamento alla realtà verranno tradite. Precious è un film pieno di (pessime) sequenze oniriche, viraggi, metafore e cambi di tono ingiustificati. Sebbene la storia riservi molti avvenimenti che tengono desta l'attenzione, ad affossare il film è la supponenza e la vacuità del tutto.

Una famiglia ignorante, violenta e popolare nera che guarda in televisione La Ciociara??Cioè un film straniero sottotitolato?? La protagonista che pensa "Chissà cosa penserebbe di me Oprah?" e sui titoli di coda si legge Executive Produce: Oprah Winfrey (executive!).
In aggiunta a tutta una serie di sottigliezze forse più fastidiose a chi segue i film per professione che al normale spettatore, si consideri anche come Precious, dopo aver attaccato tutto e tutti, dipingendo uno scenario che più fosco non si può, appiccichi un finale tanto conciliatorio quanto irreale, che sarebbe suonato fastidioso anche in un melò degli anni '50.
Le comparsate di Mariah Carey e Lenny Kravitz non fanno che rendere questo film il più fintamente indipendente dell'anno.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Orribile orribile film!
Veramente una truffa condita con tutti i luoghi comuni del film lacrimevole spiattellati al loro peggio ... Un po' di fotografia "sporca", zoom insensati per dare l'idea del documentario, disgrazie che si accumulano in una sceneggiatura scritta malissimo ... E ci sarà anche chi si commuoverà!!

Flavia.

gparker ha detto...

una cosa buona per americani fessi

Noodles ha detto...

Per fortuna che qualcuno come te e kekkoz non è diventato del tutto rincitrullito. In giro non leggo che elogi sperticati. Ma dove??? Io ho visto supponenza, staticità, stereotipi a non finire sui neri...
di una bruttezza sconvolgente.

gparker ha detto...

La cosa più facile del mondo è cavalcare il melodramma in cui una minoranza subisce un'ingiustizia