27.6.08

12 (id., 2008)
di Nikita Mikhalkov

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POSTATO SU

La Parola Ai Giurati è un film fenomenale e io non posso non pensarci quando vedo 12 e rimango deluso. Non posso.

A Mikhalkov interessano palesemente altre cose, e questo è un pregio. Non ha l'ossessione di ambientare tutto in una sola stanza, nè quella dell'unità di tempo, nè tantomeno quella della grande metafora universale. Il film russo è dichiaratamente un'opera sulla Russia e sui russi, sulla situazione cecena, la guerra e la pesante eredità sovietica. Ci sono molti richiami espliciti in merito lungo tutto il flim, e questa forse è la pecca maggiore.

Mikhalkov sceglie di parlare palesemente della situazione russa usando come metafora le storie dei 12 giurati chiusi in una palestra per decidere del destino di un ragazzo ceceno accusato di parricidio. Il cuore del film però non è tanto quell'evento ma le vite e i rapporti che stringono fra i loro i giurati, ognuno dei quali può contare su un proprio assolo lungo il film (cosa che si risolve in una preponderanza attoriale fastidiosissima!).

Ma è tutto spiattellato, tutto facile (da comprendere non certo da fare), tutto esibito. Manca l'astrazione, manca il grande racconto, manca l'intreccio e la componente più eminentemente cinematografica di Lumet e là dove c'è un luno studio sulla composizione delle inquadrature (sempre diverse nonostante lo spazio ristretto) qui c'è un più scontato studio di luci e illuminazione. Ed è un peccato.

Tuttavia il film è ben lungi dall'essere una schifezza e nonostante insegua un'idea di cinema più didascalica ha decisamente più di un perchè. Le sequenze in esterna che mostrano le fasi di guerra sono davvero belle e toccanti come anche tutto il finale diverso dall'originale che forse è la cosa migliore per come propone un'ideale e un problema sulla giustizia diverso e più dislluso e attuale.

Ma per il resto è difficile appassionarsi a questa lunga tirata sulle sorti del popolo russo, narrata con molta arroganza e poca convinzione, dove i protagonisti si lasciano convincere a cambiare idea dai racconti della propria vita che ogni giurato fa nel tentativo (spesso vincente) di scatenare la catarsi in chi ascolta e per metafora fargli cambiare idea. La critica al modo di procedere russo è forte ma il meccanismo è talmente prevedibile da stancare subito.
E poi dura tantissimo.

Insomma io al microcosmo russo riunito in una palestra ampia preferisco il microcosmo universale riunito in un ambiente angusto tutto intento ad uno scontro titanico di intelligenze pieno di sapienza narrativa e cinematografica.
Ecco.

7 commenti:

Fabio ha detto...

segnalo

http://bloggerindraft.blogspot.com/2008/06/new-feature-embedded-comment-form.html

gparker ha detto...

Però scompare il popup

Fabio ha detto...

Bè, certo... sostituisce a tutti gli effetti il modo di postare commenti. Comunque io ho segnalato, non so se poi la cosa è gradita o meno (a te, agli altri commentatori...).

Bonekamp ha detto...

ti ho linkato infine!
;-)

gparker ha detto...

alfin giunse

giulai ha detto...

L'uccellin della comaaaaaaaaare...!

gparker ha detto...

mi aspettavo una tirata in difesa...