23.8.11

Le Amiche della Sposa (Bridesmaid, 2011)
di Paul Feig

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Una commedia con matrimonio che non è una commedia matrimoniale, un film promosso con la tagline "Un film per ragazze non deve per forza far schifo", insomma un film arrogante e incazzato. Già piace.
Co-scritto dalla protagonista Kristen Wiig, un ex-Saturday Night Live, e saldamente ancorato ad un umorismo che viene catalogato come "maschile", non per le sue qualità intrinseche quanto per il fatto che fino ad oggi sia stato praticato quasi esclusivamente da uomini in film per uomini, Le amiche della sposa ha il coraggio di proporre ad un pubblico femminile (quale altro andrebbe a vedere un film con quel titolo, quella promozione e quella cartellonistica?) una storia che più scorretta non si può in cui trionfano il cattivo gusto e l'umorismo demenziale.

E' indubbiamente una boccata d'aria fresca vedere come il matrimonio, l'istituzione più celebrata e raccontata nel cinema al femminile, possa diventare occasione per un divertimento spensierato e caotico e non necessariamente impegnato ad assolvere al suo compito di commedia matrimoniale.
Le avventure dell'amica della sposa a confronto con le altre damigelle e in particolare con una "nuova" amica più inserita sofisticata e attrezzata di lei, riescono a dire sul mondo femminile molto di più di quanto non facciano le commedie con Jennifer Aniston o Katherine Heigl (che si, ci riescono, ma solo a patto di fare ragionamenti metacinematografici).
E per quanto un film simile non possa avere la sofisticazione di un Una notte da leoni (che è il frutto di decenni di evoluzione del genere e di commedie simili), lo stesso si propone con la sfacciataggine di chi pare non aver bisogno di nessun altro per stare al mondo.

A cambiare soprattutto è l'ideale femminile. La figura di riferimento che propone le amiche della sposa non è la solita "quasi carina", vittima di sfortune e sempre incline a brutte figure, specie davanti agli uomini che gli interessano e alla fine invariabilmente pronta ad essere bella al momento giusto e prendere l'uomo che desidera (solitamente a scapito di un altro uomo che intanto sembrava avere i suoi favori). Kristen Wiig incarna una disillusa dalla vita che alle solite brutte figure (quelle sono immancabili) affianca anche una serie di iperboli demenziali solitamente aliene a questo tipo di commedie. L'improbabile arriva a nuove vette e invece che stazionare nella zona "intreccio" si espande anche a quella "gag" con risultati decisamente più audaci e apprezzabili. Invece che procedere con il freno a mano finalmente qualcuno racconta una parabola femminile con umorismo sfrenato.

9 commenti:

SVVV ha detto...

ma invece "come trovare nel modo giusto l'uomo sbagliato"... come sE colloca in questo scenario?

SVVV ha detto...

incredibile un mio commento a 3 anni di distanza eh

gparker ha detto...

lo vado a vedere domani sera. Al cinema con i comuni mortali

gparker ha detto...

3 anni??
E' sembrata un'eternità

SVVV ha detto...

lo so.
sto anche sentendo un tuo podcast.
mi sto reintegrando al massimo.

gparker ha detto...

non ti senti proprio meglio fisicamente? Non ne trai un giovamento corporale?

SVVV ha detto...

mi si stanno appiattendo delle rughe.
sì, è proprio tutto più leggero...

Jack Skellington ha detto...

L'ho trovato molto bello ma non così demenziale, così scorretto, così dirompente come tutti lo hanno descritto. Da un certo punto in poi, superata l'ultima gag davvero divertente (lo scontro verbale con la sedicenne in gioielleria), si affloscia un po', diventa una-commedia-come-le-altre e si trascina convenzionalmente verso il "solito" finale. E' la conferma, per me, della capacità del cinema americano di azzeccare nuove strade, unita all'incapacità di percorrerle fino in fondo: a un certo punto la "normalizzazione" arriva sempre. (Bellissima comunque la caratterizzazione del personaggio principale, molto più complesso e sfaccettato della media).

gparker ha detto...

guarda sono parzialmente daccordo. E' vero che alle volte il cinema amercano indica percorsi che poi non batte fino in fondo e questo è terribile ma in questo caso mi sembra il problema sia più di noia che altro