19.5.07

Quattro Minuti (Vier Minuten, 2006)
di Chris Kraus

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Si parla molto di nuovo cinema tedesco, di rinascita ecc. ecc. Ma al momento non vedo nulla se non qualche film con qualche aspirazione in più del solito e realizzati mediamente meglio (quantomeno con più attenzione e cura del particolare), uniti unicamente dal volere venire a patti con l'eredità nazista, cosa importante per carità ma ancora lontana dal costituire un vento di novità.
Quattro Minuti rientrerebbe in questa supposta corrente, infatti, nonostante la pubblicità e la locandina, più che un film sulla musica è un film sulle aspirazioni e su un rapporto diverso affrontato oggi con la pesante eredità di ciò che è accaduto negli anni '40.
Forse la cosa più interessante è come il classico filone dei film carcerari (filone che amo molto) venga mischiato con il cinema storico e il melodramma (perchè alla fine di questo si tratta), ma poi al dunque il film raggiunge poco.
I famosi quattro minuti finali non sono nulla di che e per quanto vengono montati lungo lo svolgersi del film sono anche abbastanza banali, rovinati dal alcune clamorose cadute di stile (il vino bevuto...). Cadute di stile che a mano a mano che il film si avvicina alla fine si fanno sempre più frequenti, tradendo quanto di buono sembrava di intravedere all'inizio (la scena del pianoforte suonato in chiesa e del riflesso delle mani della carcerata che simulano perfettamente a tempo i gesti che servirebbero a suonare quella melodia mi era proprio piaciuta).
Ecco Quattro Minuti per me si può riassumere in una promessa mancata, sembrava un film sulla musica (stile Shine ma all'europea (quindi meno manicheo e divulgativo)), un film sul carcere e contemporaneamente un film su due tipi diversi di riabilitazioni (la vecchia e la ragazza) e invece non c'è nulla di tutto questo, è un film sulla ribellione e sul vivere una vita a modo proprio. già visto.

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