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23.2.08

John Rambo (Rambo, 2007)
di Sylvester Stallone


"Fàtece véde Rambo!" (gli accenti sono importanti) è la frase con cui si apre la proiezione, urlata da uno spettatore mentre ad inizio film vanno dei cartelli che spiegano la veridicità (?!?!?) delle situazioni del film. E in effetti riassume bene perchè fossimo tutti lì, per vedere Rambo che fa Rambo.

La forza di Rambo era quella della disperazione fine a se stessa, da sempre. Sia nel primo film della serie che nei più comici sequel Rambo fa tante cose ma non pontifica mai (forse un paio di volte nei sequel), benchè sia un personaggio molto significativo e polemico dal punto di vista dei valori (il reducismo su tutti), la sua forza da sempre è che per lui davvero parlano i fatti. Anche nel discorso finale del primo film non pontifica mai, ma si lamenta del fatto che non capisce cosa succeda.
In questo film non fa altro che pontificare sul mondo, la vita, la guerra, la giustizia ecc. ecc. In questo senso è invecchiato Rambo. Mentre invece dal punto di vista della messa in scena del "superomismo" è invecchiato Stallone che, impigrito, relega l'azione a mere sparatorie (ce n'è una di mezz'ora montata coi piedi in cui Rambo sta solamente dietro una gigantesca mitragliatrice (foto a sinistra)) e soprattutto ci fa vedere quando lui prepara le trappole!! Così si svela tutta la magia del superuomo!!!
Una delle regole fondamentali del superuomo è che risolverà ogni situazione in maniere che non ti aspetti e sembrerà invincibile proprio perchè non conosci i suoi rimedi, li scopri assieme alle vittime, non vedi quando posiziona le trappole ma quando queste scattano. Così facendo hai l'impressione che nulla possa mai andare storto, mentre se lo vedi posizionare dell'esplosivo si crea la suspense sul possibile fallimento della trappola.
E poi ancora, tutti i film di Rambo avevano lui praticamente in ogni inquadratura, ogni cosa passava attraverso di lui, mentre qui il focus spesso è su altri personaggi, altre situazione per le quali Rambo sembra quasi di contorno. Il risultato, probabilmente voluto, è che benchè sia ancora quella cara vecchia macchina da guerra che amiamo Rambo non è così nettamente superiore. Non è più il vero one man show. E a me quello piaceva.

Insomma tanto Rocky Balboa era in linea perfetta con la vera essenza del proprio personaggio, tanto ora John Rambo è una (ripeto, probabilmente voluta) leggera deviazione dall'originale macchina da guerra, soldato alienato, essere umano ai margini della società. Adesso è una specie di eremita saggio che quando vuole imbraccia un fucile.
E come al solito sono controproducenti da morire i flashback/incubi di Rambo con le scene dei primi film (come L'Amore Fugge di Truffaut!!), che non fanno che rimarcare la distanza dagli originali (tra le altre cose con un orrendo effetto, bianco e nero sovraesposto in post produzione per dare l'idea che sono sogni confusi...).

Perchè titolare questo film John Rambo quando l'originale è Rambo? Non per motivi di comprensibilità, nè per motivi di adattamento, probabilmente per richiamare più nettamente Rocky Balboa (e i giornali molto hanno insistito sul parallelismo dei titoli dei due film con nome-cognome). Dunque motivi di marketing. Ma del resto non è un film d'autore ed è ragionevole ipotizzare che anche in patria abbiano pensato molto al marketing, tuttavia in Italia l'hanno cambiato lo stesso, perchè così è meglio. Ci vedo un po' di arroganza, lo ammetto.
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