3.10.06

Scoop (2006)
di Woody Allen

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Non lo nego sono estasiato da Woody Allen, lo sono da sempre, probabilmente perchè mi colpiscono sempre molto le storie ben narrate e ben scritte e mi colpisce tantissimo lo stile personale applicato alla narrazione di trame ordinarie.
Inoltre credo che Woody Allen sia forse l'ultimo (non l'ultimo in senso temporale ma propio in senso assoluto, dopo di lui non credo ce ne saranno altri) autore del mondo del cinema, e intendo autore nell'accezione con cui veniva usata la parola nella "politica degli autori".
Scoop è un fim piccolo e di poca importanza, cosa frequente in Woody Allen, ma non solo negli ultimi anni, da sempre. Erano così Amore e Guerra e Commedia Sexy In Una Notte di Mezza Estate e mille altri film non recenti, perchè l'autorialità di Woody Allen sta nell'essere un regista vecchio stampo, uno che fa un film l'anno di media e tutti molto simili (pur avendo 2-3 generi differenti all'interno dei quali si destreggia) alternando exploit più leggeri a colpi da maestro (di cui Match Point costituisce solo l'ultimo di un lungo elenco). Al pari di Hawks, Wyler, Ford anche Woody Allen fa un cinema personalissimo (anche più del loro perchè scrive autonomamente soggetto e sceneggiatura) il cui significato si evince non tanto dalle singole pellicole ma dalla visione integrale della filmografia. Sempre restando all'interno della politica degli autori (che per carità è solo uno dei mille modi di intendere il cinema) si potrebbe dire "non esistono film belli o film brutti di Woody Allen".
Nel particolare Scoop è tutto ciò che vi aspettate da un classico film di Allen, umorismo raffinato e intelligente, battute fulminanti una trama non eccessivamente intricata nè eccessivamente originale ma molto ben narrata, riferimenti culturali alti e una forte conoscenza del mondo dell'arte. In più, ma questa è proprio una caratteristica degli ultimi anni, un'attenzione per le immagini e una collaborazione con alcuni dei direttori della fotografia più interessanti che ci siano. Alcuni paesaggi di Scoop non hanno nulla di ordinario, nulla. In più ci sono moltissimi riferimenti divertenti, giochi all'interno del film come la colonna sonora che abbandona il classico jazz anni '20 (e questa è una notizia) per darsi alla classica, insistendo molto su una parte del Lago Dei Cigni di Tchaikovsky e ambientando vezzosamente una delle scene clou nel finale in un lago dove inquadra dei cigni, utilizza anche il brano di cui non ricordo il nome che fa da colonna sonora a M, Il Mostro Di Dusseldorf capostipite e alfiere dei film di suspense che più volte Allen ha dichiarato di amare.
Per il resto siamo dalle parti della produzione più recente, non ai livelli di Hollywood Ending, più vicino semmai a Criminali Da Strapazzo. Ma un film di Woody Allen è un'esperienza di intrattenimento intelligente, un'esperienza di narrazione e senso del cinema, un'esperienza di cinema puro, anche quando non ha aspirazioni particolarmente alte. Un film di Woody Allen è anche nel peggiore dei casi un'opera magistrale.

7 commenti:

Paolo ha detto...

Adoro Woody Allen. Grazie per la recensione e complimenti per il Blog!
Paolo

BenSG ha detto...

Dai, visto che il mio voto al film (http://www.delikatessen.splinder.com/post/9608745) è un punto in meno del tuo proverò a ribattere ad alcuni tuoi passaggi, se non ti dispiace:

"...umorismo raffinato e intelligente, battute fulminanti...".
Ecco, è proprio qui che il solitamente ottimo Allen (occhio, pur amandolo da sempre -anche nei suoi bergmaniani lavori drammatici- sono tra i pochi a non aver apprezzato "Match Point") pecca alla grande: le battute sono battutine, non ce n'è una di memorabile, ma solamente alcune di "così-così".

"...una trama non eccessivamente intricata nè eccessivamente originale ma molto ben narrata...".
Non troppo ben narrata, a dire il vero. Nella sua voglia di rincorrere Hitchcock trascura una certa fluidità narrativa inciampando in banali deviazioni come la chiava nella stanza degli strumenti (ma chi l'avrebbe lasciata lì?) o le stesse carte.

"In più, ma questa è proprio una caratteristica degli ultimi anni, un'attenzione per le immagini e una collaborazione con alcuni dei direttori della fotografia più interessanti che ci siano."
In questo Allen ha da SEMPRE avuto ottimi collaboratori, basti pensare al bianco e nero di un "Manhattan" o alla sua lunghissima collaborazione con Carlo Di Palma. Ecco, il suo periodo "camera a mano che fa tanto Dogma" un po' m'infastidì, però poi tornò sui suoi passi...

"Per il resto siamo dalle parti della produzione più recente, non ai livelli di Hollywood Ending, più vicino semmai a Criminali Da Strapazzo."
Secondo me entrambi i titoli da te citati sono superiori a "Scoop", però è tutta una questione di gusti personali...

"Un film di Woody Allen è anche nel peggiore dei casi un'opera magistrale."
Da fan-atico di Allen fino a due film fa avrei scritto la stessa cosa. Ora sono un po' più... realista: il ragazzo deve mangiare e non si sta impegnando più di tanto..!

Scusa per il disturbo e, comunque, complimenti per la recensione!!!

Ciao!

BenSG

gparker ha detto...

Ma guarda, le battute in un film di Allen non mi sono mai sembrate un modo di far ridere lo spetttore quanto una cornice, una forma che dà ai suoi contenuti, quel modo personale di far passare alcuni contenuti che si possono dire solo sotto forma di battuta perchè altrimenti sarebbero insostenibili (specialmente le critiche agli ebrei), tanto che i suoi film più duri sono quelli comici e non i drammatici.
Il modo di narrare confermo che mi sembra sempre migliore, non che prima narrasse male, ma di film in film si asciuga e va sempre più all'essenziale, cioè a quello che interessa a lui.
Per le immagini è si vero che ha sempre collaborato con dei grandi, ma raramente teneva un livello medio alto, alternava punte come Stardust Memories, Settembre o Manhattan a film dove l'immagine era lasciata assolutamente in secondo piano (Amore e Guerra, Commedia Sexy e lo stesso Io e Annie).

Per il resto si, io sono assolutamente fanatico di Allen proprio perchè ritengo che il suo sia un cinema che va al di là delle contingenze e dei singoli film venuti male perchè la sua mole e la sua frequenza (quasi uno l'anno) comunicano di più nel complesso (con le sue alternanze, i suoi periodi e i suoi temi che vanno e vengono) che nel particolare.

Per il resto: come ha fatto a non piacerti MAtch Point??

BenSG ha detto...

Eh, che vuoi che ti dica..? Ero pieno di speranze per "Match Point", eppure... Ad ogni modo sono già stato lapidato un po' ovunque per averne parlato così così... ;o)

Ciao!


BenSG

nonostantetutto ha detto...

ti posso chiedere di aggiornare il post su cineblogger con il mio voto, grazie ;)

dahlia ha detto...

non lascio commenti ma ho bisogno di qualcuno che sappia come si chiama il locale a new york dove suonava woody allen e se lo fa ancora

dahlia ha detto...

scusate la cafoneria non ho ne' salutato ne' ringraziato... ciao buonanotte grazie