21.2.12

Knockout (Haywire, 2012)
di Steven Sodebergh

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Una buona parte della carriera di Steven Sodebergh gira intorno alle figure femminili e all'indagine di come la loro determinazione le conduca, attraverso percorsi inusuali, a prendere le redini delle situazioni o a gestire la propria vita. Non è solo una questione di donne forti, ma di donne che si battono contro tutto e tutti e lo fanno in maniere poco canoniche, non ricalcando le medesime modalità attraverso le quali gli uomini si fanno strada.

Questa premessa è necessaria perchè Knockout è contemporaneamente il film d'azione che ci si aspetta e un'altra versione del metodo Sodebergh per indagare il corpo femminile. 
Il regista di Erin Brokovich non è particolarmente appassionato o esperto di cinema d'azione, e benchè Knockout abbia una trama abbastanza canonica (un agente segreto non serve più, il governo cerca di farlo fuori ma lei capisce tutto e per sopravvivere risale la catena del potere facendo fuori quelli che la vogliono morta), lo stesso non si tratta di una delle pellicole più dinamiche o interessanti del genere non fosse per la presenza di Gina Carano, vera campionessa di arti marziali che, essendo incidentalmente anche una donna molto bella e fotogenica, è ora passata alla recitazione.

Sodebergh usa Gina Carano nella migliore delle maniere, cioè facendole fare quello che sa fare, mostrando combattimenti veri, evoluzioni vere e prestazioni estreme del corpo femminile. Le fa riempire di mazzate Antonio Banderas, Ewan McGregor, Channing Tatum e Michael Fassbender, simboli di virilità al cinema, attraverso il suo stile marziale e quindi movimenti molto più plastici e armonici di quelli fintissimi con cui solitamente le attrici si dimenano nelle scene d'azione tutto montaggio. Qui chiaramente il montaggio è minore, Sodebergh può permettersi lunghi take perchè Gina non ha bisogno di trucchi.
Come Erin Brokovich metteva al tappeto le istituzioni senza rinunciare alla femminilità, come la Chelsea di The Girlfriend Experience (film inedito in Italia con protagonista la porno attrice Sasha Grey) manipolava i suoi clienti abbienti, così l'agente Mallory Kane si fa strada in un mondo di uomini grazie al proprio corpo, utilizzato e mai sfruttato.

3 commenti:

Babol ha detto...

Nonostante ami i film con donne "forti" (vedi Nikita o Kill Bill), questo non mi ispira troppo.
Però immagino che Soderbergh eviterà di approcciarsi al tema in modo banale, quindi una possibilità potrei dargliela, chissà.

Anonimo ha detto...

Non ispirava moltissimo anche me, però vedere prendere a mazzate tutti quegli attori è una cosa che mi intriga...

Ale55andra

Anonimo ha detto...

E poi, sono proprio gli attori che a volte prenderei a mazzate io! (escluso Michael ...)

Flavia.