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24.3.10

Happy Family (2010)
di Gabriele Salvatores

POSTATO SU
Ho aspettato un po' prima di scrivere di Happy Family perchè il ritratto metafilmico e metaletterario di un nucleo familiare allargato che per metafora (esplicitata) è la società realizzato prendendo tutte le soluzioni del cinema di Wes Anderson (principalmente Rushmore e I Tenebaum, ma senza saper puntare sul rapporto particolare con la musica e sull'esplosione di sentimenti) mi aveva un po' spiazzato. Troppo curato per essere una schifezza e troppo pretenzioso senza giungere a nulla per essere un buon film.

Si racconta di uno scrittore con alle spalle una rendita tanto solida quanto grottesca (come in About a Boy), che vuole scrivere una "bella sceneggiatura". Mentre scrive le parole diventano immagini e vediamo la sceneggiatura già film. Il racconto poi viene di tanto in tanto interrotto dalle pause che lo scrittore si prende per farsi dei massaggi o quant'altro. Durante le pause i personaggi escono dal computer e gli parlano, fino al finale metaforico e catartico.

A salvare quest'improbabile trama è in molti punti l'umorismo e in molti altri lo stile della messa in scena che sceglie di puntare su colori, costumi e ambienti. Di volta in volta tutto è rosso, tutto è giallo, tutto è verde, tutto è bianco ecc. ecc. in accordo con diverse fasi del racconto e della stesura (come in Hero).
Effetti speciali particolarmente mal realizzati poi incorniciano tutto in un'atmosfera irreale di una Milano costantemente assolata, popolata di uomini e donne "spaventati", lasciando intendere che la paura, nelle sue varie declinazioni, è la dominante di questi anni (come in Bowling a Columbine).

Non è la prima volta che Salvatores tenta un film dal racconto non lineare e non canonico. L'aveva fatto con Denti e Amnèsia. E non è nemmeno la prima volta che mette in scena personaggi che prendono vita. L'aveva fatto in Nirvana. Sembra però ancora una volta che quest'esigenza di trovare forme diverse per parlare di cose diverse (in questo caso la società e il vivere moderno) rimanga tale. A questo punto era meglio la memoria odontostomatologica di Denti.
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