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6.5.09

Star Trek (id., 2009)
di J. J. Abrams

POSTATO SU
Forse un titolo più corretto per questo film sarebbe stato "J. J. Abrams' Star Trek" tanta è la personalizzazione e la libertà che il ragazzo si è preso.
Il film inizia con un viaggio nel tempo dei romulani che attaccano la nave dove sta il padre del futuro capitano Kirk. Questo fatto immediatamente crea una realtà alternativa e cambia la continuity che i fan della serie conoscono, autorizzando Abrams a fare quello che vuole senza badare troppo alla fedeltà e ai mille riferimenti a ciò che è accaduto in passato. Il suo Star Trek privato insomma.

Io non sono un fan e dunque non ero tra quelli che alla proiezione ridevano in punti in cui nessun altro rideva (che cuore che hanno però...), nè ero tra quelli che si sono commossi alla comparsa del vecchio Nimoy (anche se non posso negare che la cosa mi ha colpito, cazzo quell'uomo è la storia!) nè infine sono tra coloro che hanno goduto del modo in cui Abrams ha scavato nei caratteri dei protagonisti deviandoli leggermente dal solito corso. Ma lo stesso il film mi è piaciuto moltissimo.

Sono pronto a spendere la locuzione "gran ficata" senza remore. Va dimenticato l'Abrams di Mission: Impossible III, quello non poteva permettersi l'arroganza nel dirigere che invece 5 serie di Lost, Cloverfield e Fringe gli hanno dato.
Qui recupera quel gusto per il dettaglio, sovraccarica ogni immagine di tanti piccoli indizi raramente in primo piano, rendendo il film uno spettacolo di continuo intrattenimento. E in più recupera quel sapore di western dello spazio che era all'origine della serie attraverso la secca contrapposizione dei personaggi e attraverso l'individualismo e le dualità che animano i caratteri.

Il risultato è che il suo Star Trek è innanzitutto un film tiratissimo, dove si comincia a correre all'inizio e non ci si ferma più (vivaddio!) senza mai dimenticare come ci sia anche una storia da raccontare in tutta quella concitazione (e non vi stupirà sapere che la trama non è certo pretestuosa).

E' un film girato in maniera curiosa ed originale con voglia di fare le cose a modo proprio. Ci sono riprese costantemente in movimento ma sempre attente al controluce, cioè sempre attente a sparare in faccia allo spettatore i fari e faretti della nave negli interni e le luci stellari negli esterni ma senza creare fastidio. L'obiettivo sembra più dare una diversa visione dell'illuminazione del set, un cambiamento che procede nella stessa direzione di tutta quella camera a mano (ma sempre invisibile) cioè una maggiore naturalezza. Un film girato attaccato ai volti dei protagonisti senza sembrare televisivo e soprattuto un film con un sound design fantastico.

Ecco forse proprio il sound design è la cosa che mi ha colpito più di tutte (devo davvero dirvi di chi è opera??), suoni originali, importanti, acuti ma mai protagonisti anzi calibrati per contribuire alle emozioni in una maniera che in molti casi ricorda quello che Abrams fa con Lost (la classica transizione da una scena all'altra con il suono che aumenta sempre di più fino a scomparire di botto all'inizio della sequenza successiva).
Star Trek non sarà il film dell'anno ma sicuramente è un candidato ad essere il miglior film d'intrattenimento dell'anno e Abrams è candidato al premio "tu si che sai come farci divertire".
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