30.10.07

Tideland - Il Mondo Capovolto (Tideland, 2007)
di Terry Gilliam

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Arriva l'attesissimo nuovo film di Gilliam che dopo le disavventure del Don Chisciotte mai realizzato (documentate in Lost In La Mancha) e il lavoro alimentare fatto con I Fratelli Grimm, porta al cinema il suo primo progetto personale dai tempi di Paura e Delirio a Las Vegas.
Sfortunatamente però, come era stato anche anticipato dalla recensione di oltreoceano, più che somigliare a quest'ultimo Tideland sembra La Leggenda Del Re Pescatore, sia per come la prima parte non fa coppia con la seconda (per il crollo di dinamicità e di spunti) sia per come lo stile "deformante" e delirante di Gilliam non riesce ad essere messo a frutto, finendo per inseguire una banale poeticità.
Questa volta Gilliam aveva soldi (anche se non troppi) e tempo, nessuna catastrofe e nessuna scusante, infatti Tideland somiglia in tutto e per tutto ai suoi film precedenti, ne ha il sapore e la visione e spesso anche molte intuizioni (sublime il pullman che passa sotto un ponte dove prima e notte e poi è giorno e così anche le infinite distese di grano), ma non la riuscita.
Perchè l'idea è bella e i personaggi pure (nonostante non ami troppi quell'immaginario da Non Aprite Quella Porta) ma poi si perde nel vuoto. Le velleità di fare Alice Nel Paese Delle Meraviglie e contemporaneamente di ostentare poeticità e sentimenti semplici affogano il film in mille scene ridondanti, tanto che alla fine anche gli obiettivi deformanti stufano e si ha tanta voglia di una svolta, che arriva puntualmente solo nei minuti finali, allorchè è decisamente troppo tardi.

Appena finito questo post mi rendo conto che su MyMovies la recensione è quasi identica alla mia, con alcuni passaggi che sembrano copiati dall'uno o dall'altro. Incredibile....

6 commenti:

Anonimo ha detto...

non sono del tutto d'accordo
a me tideland è sembrato per certi versi un film molto poco da Gilliam

cmq se ti può interessare ne ho scritto qui:

http://xanadu.splinder.com/post/14535088/Tideland

ciao!

Bonek

gparker ha detto...

Si l'avevo letta.
Sinceramente però non capisco in cosa vedi una differenza rispetto al tradizionale Gilliam.
La forma (obiettivi deformanti, punti di inquadratura poco ortodossi, visuale sbilenca e alterazione della percezione di realtà) è la solita (che poi a me piace), lo stile narrativo pure (che procede per piccole ossessioni e lenti avanzamenti della trama) e i personaggi pure sono quel misto di fatti, schizzati e deficienti che caratterizza Gilliam.

Al di là poi di una prospettiva puntigliosamente analitica mi è proprio sembrato un film in cui Gilliam continua il discorso del Re Pescatore sull'inadeguatezza alla vita reale e sulla ricerca della poesia e della fantasia anche là dove sembrano più assenti.

Mi fa ridere che la scena di meno di un secondo del pullman che passa sotto il ponte ci ha colpito a tutti ed è l'unica che citiamo...

Pietro ha detto...

Si, l'impostazione di fondo è necessariamente quella di Gilliam, ma l'adesione al testo di Cullin lo porta a narrare una realtà dura, cruda. L'impatto con un oggetto del riprendere verosimile, pur filtrato in parte dagli occhi della bambina, dà più rigore del solito all'immagine, la rende più funzionale ed aderente ad un piano sintattico organico, nel quale stonano, per l'appunto, gli inserti onirici più strettamente gilliamiani
non so se ho reso meglio il mio pensiero!
Ciauz

B

gparker ha detto...

Certo aderire al punto di vista di un personaggio (usando peraltro la sua come voce narrante) costringe a determinati accorgimenti di realismo che altrimenti avrebbe potuto evitare (come suo solito).
Tuttavia mi sembra che ancora non ci sia un fine chiaro. O meglio, Tideland gira intorno al tema dell'onirismo e della vita fantasiosa (come spesso in Gilliam), ma non giunge ad una sintesi nè propone stimoli diretti.
Per dirlo più banalmente non mi dà risposte, ma non mi pone nemmeno domande chiare.
In più, ma questo è anche più soggettivo, mi annoia non dandomi stimoli ma ripetendosi.

Noodles ha detto...

"Perchè l'idea è bella e i personaggi pure ma poi si perde nel vuoto."
Oh ma allora non sono così solo? sulla connection mi pare di essere un ignorante insensibile di fronte a questa - a sentire gli altri - fiaba d'autore nera e affascinante, ed emotiva. Mah.

gparker ha detto...

A me ha sempre dato l'idea che questo sia il difetto principale di Gilliam...