12.12.08

Ultimatum Alla Terra (The Day The Earth Stood Still, 2008)
di Scott Derrickson

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POSTATO SU
I film sugli alieni che atterranno sul nostro pianeta non sono mai sugli alieni stessi ma sugli uomini che guardano gli alieni atterrare, cioè sugli uomini che si trovano di fronte alla più grande scoperta della storia e che devono affrontare le milioni di contraddizioni di avere a che fare con quanto possa esistere di più diverso. In questo senso tutta la fantascienza sta nel controcampo di Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo che mostra gli uomini (tra i quali Truffaut!) guardare l'astronave. Per questo la dimensione visiva è importantissima nella fantascienza.

Da sempre gli alieni sono diversi, alle volte anche in maniera stupida sono diametralmente opposti (che è improbabile tanto quanto il fatto che siano uguali a noi), nel caso di Ultimatum Alla Terra originale gli alieni erano dei pacifisti armati, pronti a distruggere tutto in nome della pace astrale e della preservazione del nostro pianeta (una concezione molto americana). Oggi quegli stessi alieni rimangono armati ma sono degli ecologisti (e ancora ritornano le discussioni sull'obbligo che ha la paura di fare riferimento alle più strette contingenze).
Inutile dire che Ultimatum Alla Terra oggi è francamente ridicolo, pieno di elementi involontariamente divertenti e melodrammatico oltre ogni dire. Ancora di più (e in questo è vicinissimo all'originale) il film è fastidiosamente evangelico, individuando anche apertamente delle costanti tra il comportamento alieno e quello del Dio cristiano nei vangeli. Quasi a dire che viviamo tutti sotto un'unica legge.

Come anche nei catastrofici (genere che si tocca facilmente con le invasioni aliene) tutto è raccontato attraverso il dramma particolare che si incastona in quello generale e la morale vecchia come il mondo è quella degli umani come razza terribile ma anche capace di infinito amore. Come a dire che ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli. Al momento non abbiamo notizie di altre razze aliene e supponiamo comunque di essere migliori per certi punti di vista.

Se ogni remake ha un motivo, viene da chiedersi quali siano le motivazioni di questo. Poter parlare male un'ultima volta dell'amministrazione Bush (il presidente scappa via con il vice e da lontano ordina solo bombardamenti)? Cavalcare le facili morali ecologiste con una trama che facilmente si prestava all'adattamento?
Perchè come film Ultimatum Alla Terra è pressochè nullo. Usa scenari, immagini e idee prese da altre parti (non necessariamente solo l'originale ma anche sue filiazioni più moderne) , immagina il fantascientifico con una banalità sorprendente, un sovraumanesimo banale e, come già detto, cristiano (Klaatu cammina sull'acqua) e non lo fa nemmeno in maniera creativa. Non crea un patchwork che generi senso ma un racconto piatto e prevedibile dove le variazioni da solito sono solo riferimenti ad un'attualità che già sa di passato.

Per gli amanti delle differenze con l'originale le cose più significative sembrano essere la figura del bambino (qui pessimo e male educato) e il giorno che la terra si fermò del titolo originale che non è più quello della venuta, ma quello della ripartenza, forse perchè già Spielberg aveva bloccato tutto per la Guerra Dei Mondi.

2 commenti:

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