18.5.09

Coraline e La Porta Magica (Coraline, 2009)
di Henry Selick

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POSTATO SU
Invito tutti voi burtoniani a mettere alla prova la vostra venerazione per il signore del gotico cinematografico e vedere questo Coraline scevri da pregiudizi. Si tratta di animazione stop motion dal regista di Nightmare Before Christmas su una storia scritta da Neil Gaiman. Dunque Coraline misura tutta la differenza e la distanza tra Selick e Burton mostrando, tra le altre cose, anche cosa di Nightmare Before Christmas sia imputabile a l'uno e cosa all'altro. Anche se poi non è possibile negare che Selick molte cose le mutui da Tim Burton, specialmente le soluzioni di regia come ad esempio l'uso del grandangolo quando deve mostrare il punto di vista degli oggetti che la protagonista cerca.

A mio parere Coraline è un film meraviglioso, una trasposizione riuscitissima del modo interessante e classico di raccontare di Gaiman e al tempo stesso un film toccante e raffinato, capace anche di sfruttare con sobrietà ed efficacia il 3D.
Ci sono davvero molte cose in Coraline. Gli amanti di Miyazaki non potranno non notare i molti punti di contatto con La Città Incantata c'è una bambina sradicata dal luogo dove viveva che affronta la transizione da un contesto sociale da un altro, ci sono i genitori catturati, un gioco per ritrovarli e soprattutto il tema fondamentale dell'affermazione della propria individualità come momento fondamentale di crescita personale. A differenza di Miyazaki però Gaiman/Selick affrontano questo tema su un impianto tipicamente occidentale.

Proprio quest'ultima cosa, cioè la necessità di trovare e riconoscere il proprio specifico e la propria unicità è forse il tema più interessante. Se La Città Incantata parlava di questo attraverso la metafora del nome della protagonista (rubato, cercato e poi ritrovato) in Coraline sono molti altri elementi a parlarcene: sono i capelli tinti di blu per farsi notare e sono i guanti che la mamma non vuole comprargli (elemento che sembra trascurabile nella trama ma che non lo è assolutamente come si vedrà a storia finita) a parlarci del desiderio di non essere omologata con una raffinatezza e al tempo stesso una forza degna delle migliori cause.

Un'ultima grossa differenza con il cinema e la poetica di Tim Burton riguardo la contrapposizione tra il mondo patinato borghese e quello dark malinconico è che, sebbene anche per Selick e Gaiman il mondo dei vivi è grigio mentre quello fantastico è coloratissimio, qui il grigio non è necessariamente bene in sè e ciò che sembra pastelloso e caramelloso non è male in sè, ma in quanto nasconde il grigio.
Cioè Edward Mani di Forbice trovava che il male è nel perbenismo dei pratini all'inglese e delle mura rosa non nel gotico e grigio castello da cui viene che anzi era un'alcova d'amore paterno. Qui invece il male è sempre il grigiore che è sotto la patina di luminosità, non lo sono quindi le pastellosità in sè. Questo è Gaiman quello è Burton.

Data la presenza della grandissima Dakota Fanning come doppiatrice originale vederlo doppiato è doppiamente delittuoso.

10 commenti:

SVVV ha detto...

già mi piace.

quando esce?

gparker ha detto...

19 giugno.
ansiosissimo di avere un tuo parere sulla questione burton/non burton.

Christian ha detto...

Per quanto mi riguarda, avevo già ridimensionato Burton dopo "La sposa cadavere", inferiore sotto tutti i punti di vista a "Nightmare before Christmas".

Di Selick avevo visto anche "James e la pesca gigante" e "Monkeybone", ma non mi avevano fatto impazzire. Questo, comunque, lo attendo con una certa impazienza, visto che c'è di mezzo Gaiman...

gparker ha detto...

non conosco purtroppo gli altri di Selick, ma Gaiman ha avuto alterni risultati nelle sue trasposizioni. Per il momento solo Beowulf e questo mi sono sembrati davvero riusciti.

frankie666 ha detto...

a me manco uno, per questo spero molto in questo.

Altrimenti per quanto mi riguarda metto gaiman fra le sole...

Ace Of Spades ha detto...

io sono un burtoniano convinto, soprattutto nei cartoon!! ma questo tipo di film mi affascinano sempre, segnato!!!

gparker ha detto...

beh comunque non leva nulla a burton semmai assegna a Selick.

Christian ha detto...

Finalmente l'ho visto.
Molto carino, ma non un capolavoro secondo me. Visivamente accattivante, ma a tratti un po' noiosetto per una certa prevedibilità da "fiaba" di alcune situazioni.
E ho avuto l'impressione che mi sarebbe piaciuto di più in 2D (maledetti occhialini!).

gparker ha detto...

noooooooooo. proprio non concordo sul preferire la visione 2D, Coraline è finalmente un film che il 3D lo usa, che adotta profondità diverse per segnare lo scarto tra i due mondi, che si avvicina e si allontana dai personaggi al momento giusto e che non "scoatta", cioè non si mette a fare uscire oggetti a caso.
Per il resto secondo me il fare favolistico e la conseguente prevedibilità di certi snodi non influiscono negativamente perchè poi intorno a quegli snodi Selick racconta davvero un mondo. Coraline non è il classico personaggio, ha davvero dei sentimenti, ha davvero delle aspirazione e seriamente si intuisce al di là delle avventure contingenti al film un altro mondo, al sua vita, il suo carattere e i suoi sogni.

Christian ha detto...

Ma infatti il film è bello, non lo nego, soprattutto per l'aspetto visivo... Ma come al solito io sono sempre cauto a non dare mai il massimo dei voti, soprattutto alla prima visione ^^.

Riguardo al 3D, francamente mi ha più distratto che coinvolto: in alcuni momenti ho addirittura desiderato che ci fosse la possibilità di disattivarlo e di continuare a vedere il film senza occhialini...

Ci riproverò con "Avatar" a Natale...
Ciao!