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5.6.07

Harsh Times - I Giorni Dell'Odio (Harsh Times, 2005)
di David Ayer

Così ad occhio e croce era un bel po' che non si vedeva un film in cui gli americani affrontano il tema dei reduci ormai impossibilitati ad una vita normale a causa delle esperienze fatte e subite in guerra, e Harsh Times lo fa con uno spirito rinnovato.
A metà tra il tono quotidiano e violentemente dimesso di Spike Lee e quello metropolitano più moderno David Ayer si muove mettendo in scena la quotidianità di una coppia di amici in cerca di un inserimento sociale. Uno è appunto un reduce della guerra in Afghanistan e l'altro un poco di buono costretto dalla donna a trovarsi un lavoro rispettabile.
I temi al fuoco sono molti ma ben dipanati, c'è l'ingiustizia sociale (nonostante l'atteggiamento sfrontato e il poco impegno i due trovano buoni lavori in poco tempo), c'è la vita metropolitana, lo spirito tribal-animalesco, c'è la città come giungla e l'uomo come lupo dell'uomo.
Ma più che altro c'è la scelta forte di costringere lo spettatore a prendere le parti di due antieroi stupidi e bastardi che però sono i protagonisti della vicenda, e prendendo obbligatoriamente le loro parti se ne scopre il modo comunque sentimentale, se ne scoprono le esigenze e le aspirazioni. Non che questo poi li giustifichi o li salvi dalla loro meschinità, ma quanto meno gli dà spessore.
E poi c'è indubbiamente una bella tensione tenuta per tutto il film e data dall'imprevedibile pericolosità del personaggio di Christian Bale, ex-militare frustrato e armato.

Mi sembra si stia facendo strada un modo diverso di mettere in scena le metropoli assolate, specialmente quelle della costa ovest, metodo già visto da noi in Alpha Dog (ma in realtà questo film viene prima) e sicuramente in qualche altro film recente che al momento non ricordo, fatto di forti contrasti e colori brillanti che parlano di afosità e di quel caldo che fa bollire il sangue e dà alla testa. Un modo di mostrare non tanto la disperazione metropolitana (per quello la pioggia è insuperabile) ma la follia ipercinetica della grande città.

Tuttavia non capisco ancora che ci facesse la signora Solis lontana dal marito...
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