31.1.07

Uomini Forti (2006)
di Steve Della Casa

Share |

Si era parlato proprio poco tempo fa su Pellicole Rovinate della rivalutazione, di tutta quella corrente di critica cinematografica che ha fortemente rivalutato il cinema di serie B degli anni '60-'70. Nel furore della discussione si era arrivati ad una necessaria distinzione (che io colpevolmente all'inizio avevo dato per scontata) tra il cinema di genere e il pecoreccio (Alvaro Vitali & co.) che giustamente hanno storie, evoluzioni e dignità diverse. Ma ci eravamo dimenticati del cinema mitologico!
Steve Della Casa (critico e già direttore del fetival di Torino) realizza su questo argomento un bellisimo documentario di 50 minuti che esce direttamente in DVD. Una vera chicchetta sia di regia (niente voce off tutto è narrato attraverso interviste a gente come Enrico Lucherini, Carlo Verdone, Carlo Lizzani, più protagonisti di quei film e le immagini dei cinegiornali Luce dell'epoca) che di contenuti.
Fortunatamente non c'è nessuna vera riconsiderazione critica ma uno sguardo divertito e interessato ad un cinema (quello per l'appunto degli Uomini Forti che va dai film della saga di Ercole a quelli di Maciste e Ursus) che incassava tantissimo sia in Italia che all'estero e che era semplice e bonario. Alcuni trucchi sono di una bruttezza e povertà rara, e così molte scene recitate, molti intrecci e molte ricostruzioni, ma per gli appassionati di "storie di cinema" è un capitolo interessantissimo.
Della Casa si diverte a tirare fuori i lati più ironici di questo mondo di forzuti americani in gita in Italia e di ricosruzioni storiche da 4 soldi e soprattutto si diverte a mostrare il disprezzo che all'epoca la stampa ufficiale (i cinegiornali) riservava a queste produzioni che tuttavia erano una manna dal cielo che (questo ci ha tenuto a precisarlo lo stesso Della Casa) con i loro incassi consentivano la produzione dei film di Antonioni (Antonioni che ha lavorato gli inizi della sua carriera in alcune di queste produzioni al pari di Gian Maria Volontè, Enrico Maria Salerno ed altri insospettabili).
Un'autentica indusria cinematografica con sede chiaramente a Cinecittà che non per niente funzionava e molto a livello economico, ottimizzando i costi e massimizzando gli incassi.
Forse però la cosa più interessante del documentario è il contributo di Carlo Verdone che spiega come fosse la fruizione al cinema di questi film, proiezioni chiassose dove il pubblico andava per prendere in giro gli attorie le trame a voce alta e farsi grosse risate, cosa assolutamente impensabile oggi.

4 commenti:

frankie666 ha detto...

che idea geniale... Per fortuna che in Italia esiste ancora gente in grado di fare queste cose belle o brutte che siano...

gparker ha detto...

Alcune cose erano degne dei peggiori effetti speciali nei peggiori film di Troy McLure...

frankie666 ha detto...

ti credo, e chi glieli da i soldi?

gparker ha detto...

eppure incassavano tantissimo