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21.10.05

La Tigre E La Neve (2005)
di Roberto Benigni

Se insolitamente arrivo in tempo a commentare un film è perchè l'ho visto gratis.
Personalmente ero ansioso di vedere cosa avesse fatto Benigni dopo lo scivolone di Pinocchio. Come tutti ormai sanno è tornato alla modalità espressiva di La Vita E' Bella. Anzi io direi che questo La Tigre E La Neve sta a La Vita E' Bella come Il Mostro sta a Johnny Stecchino. Così, per dare un'idea...
Il film non è diviso nettamente in due come La Vita E' Bella ma in tre (a Roma prima del viaggio in Iraq, in Iraq e a Roma dopo il viaggio in Iraq), la prima e l'ultima parte sono decisamente brutte, cattivi attori che recitano, in scenari improbabili, battute difficili da rendere credibili anche per De Niro, non fa ridere nè commuove, anzi all'inizio si capisce anche poco nonostante i soliti intrecci da Vincenzo Cerami.
Di tutt'altra pasta è la parte inIraq, benchè non ai suoi livelli più alti Benigni si dà molto fare, è dinamico, divertente, satirico e mentre si dibatte con tutte le forze sullo schermo per salvare Nicoletta Braschi contemporaneamente sul set si dibatte con tutte le sue forze per salvare il film. Non fosse per quella parte centrale il film sarebbe francamente da buttare, invece così si salva quantomeno.
Alcune cose carine ci sono, alcune cose sono proprio molto divertenti e se non siete troppo prevenuti magari un pochettino c'è pure da commuoversi. Di sicuro l'ottimismo di Benigni (che secondo me non sconfina ASSOLUTAMENTE nel buonismo dato il cupissimo scenario) è decisamente contagioso.
Anche qui però le dinamiche di mascheramento di una realtà tragica sono le stesse de La Vita Bella. Tuttavia tutto ciò a me non ha infastidito, e non lo ha fatto nemmeno la tanto critica visione che viene data dei soldati americani.
Io ritengo che Benigni stia tentando di tramutarsi in maschera, di diventare un personaggio fisso da inserire in vari contesti, una sorta di Charlot: una medesima sensibilità che affronta con il medesimo piglio tragicomico ogni ambito della vita (Benigni e la mafia, Benigni e l'olocausto, Benigni e la guerra...). Voler così affrontare in modo coerente la sua visione della vita, attraverso l'applicazione di questa ad ogni contesto. Sembra voglia cantare le lodi della vita, dell'amore, della poesia e dell'ottimismo attraverso ogni sua opera, per mostrare come possano risolvere, adattarsi e alleviare anche le situazioni peggiori. E così con il piglio comico Benigni si propone di andare più a fondo nei temi che tratta di qualsiasi film drammatico.
Se questo riusca o meno poi è un altro paio di maniche, personalmente trovo questo film carino, nulla di più e lascio cadere qualsiasi accusa sulla presunta visione conciliatoria delle truppe americane che servirebbe a Benigni per non rovinarsi il mercato americano. Le trovo polemiche poco cinematografiche, la bellezza del film è indipendente da tutto questo. Qualora si fosse trattato di un capolavoro nessuno avrebbe detto nulla, ma dato che non lo è se ne parla.





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