6.7.09

Tutti Intorno a Linda (2009)
di Barbara e Monica Sgambellone

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POSTATO SU
Dotato di una voce fuoricampo simile nelle intenzioni a quella di Il Favoloso Mondo di Amelie (ma alla fine più invadente, saccente e didascalica), di una protagonista svampita allegra e incasinata come quella di La Felicità Porta Fortuna e girato come una commedia movidana spagnola di inizio anni '80 (ma senza la carica eversiva di quel cinema) Tutti Intorno a Linda sembra un curioso anello di congiunzione tra cinema e fiction televisiva.

Protagonista a parte, tutto è abbozzato, accennato e non approfondito. I personaggi sono solo "ruoli", cioè non hanno anima ma si presentano e agiscono per il ruolo e la funzione a che hanno (ex ragazzo, amica del cuore, amante ecc. ecc.). Le scene sono girate e illuminate come quelle di una serie televisiva anche se poi l'orchestrazione del racconto è da film.

Si parla di Linda che è affetta da uno strano male le cui cure sono due: avere un figlio o operarsi. E siccome Linda è anche ipocondriaca deve trovarsi e alla svelta qualcuno con cui fare un figlio. La follia e la leggerezza con cui è presa l'idea di fare un figlio alla svelta, sono anche carine, come carina (anche se di certo non nuova) è la trovata di usare un film non tanto per raccontare dei fatti o un personaggio ma per parlare di uno stile di vita. E poi il personaggio di Linda è tratteggiato bene (e Maria Victoria di Pace è splendida).

Ma appunto solo intorno a Linda le cose sono decenti, il resto del film si perde miseramente, anche perchè a fronte di pochissime battute riuscite (e sono quelle che più somigliano all'umorismo da serie tv) la commedia presenta situazioni slapstick non sfruttate fino in fondo e un gioco di incastri ed equivoci stantio.
Tutti Intorno a Linda sembra il classico caso di film che partendo da un'idea interessante poi manca di audacia realizzativa e volendo essere un film tutto dalla parte delle donne finisce per essere un prodotto che non accontenta nessuno.

5 commenti:

Fabio ha detto...

voce fuoricampo simile nelle intenzioni a quella di Il Favoloso Mondo di Amelie (ma alla fine più invadente, saccente e didascalica),

Che poi quella di Amelie lo è invadente, saccente e didascalica. Però lo è con una consapevolezza e anche un compiacimento che ti impedisce di notarle questi difetti.

gparker ha detto...

Secondo me la voce fuoricampo di di Amelie non è invadente o saccente ma al massimo didascalica. E' molto presente ma non si desidera mai che non ci sia, nè ti fa la morale...

Fabio ha detto...

Bè, magari non sono gli aggettivi giusti... però quando ti snocciola tutte quelle robe inessenziali (tipo i dati metereologici) al primo minuto di film ti fa capire subito che devi metterti in una posizione di complicità. Stiamo giocando con una voce narrante che vuole cogliere le piccole cose e anche quelle insignificanti.
Messa così è chiaro che non può irritare.

gparker ha detto...

si appunto è complice e non maestrina saccente

Anonimo ha detto...

Personalmente concordo con la recensione... E nelle fasi iniziali ho odiato la voce narrante con tutto il mio cuore! Per me e' inutile esprimere con le parole ciò che si può esprimere con le immagini... Invadente e' l'aggettivo giusto dal mio punto di vista...