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7.7.08

La Notte Non Aspetta (Street Kings, 2008)
di David Ayer

POSTATO SU
Il poliziesco moderno sta cambiando e in linea evolutiva sta diventando il proseguimento del western. Per forzare un po' si può dire che dove il western è decaduto e le sue figure si sono esaurite lì il poliziesco ne ha raccolto l'eredità, cercando così i nuovi sceriffi e i nuovi criminali e trovandoli in figure ancora più perdenti degli sceriffi della fase crepuscolare del western. Certo è una forzatura ma solo a livello di tempi, perchè per le tematiche la linea di continuità è evidente.

Non mi invento nulla sia ben chiaro, già Mauro Gervasini parlando di Solo 2 Ore lo definiva "un magnifico western e poco importa che non ci siano cavalli", tuttavia è proprio il cinema come La Notte Non Aspetta che rinforza quest'idea, quella cioè che il cinema poliziesco moderno sia diventato un prodotto in serie facilmente riconoscibile, fatto di figure archetipe le cui psicologie sono di volta in volta adattate e lentamente fatte slittare, più di quanto avvenisse in passato.

Innanzitutto in tutti i prodotti medi si respira una disillusione e una generale autentica disperazione che non è usuale e poi il poliziesco si va allontanando sempre più dalla matrice noir, mantenendone solo l'idea di mondo infame in cui è facile morire.

In particolare La Notte Non Aspetta si fregia di avere Ellroy dietro (ma purtroppo ha anche altri due sceneggiatori che spesso fanno scivolare il film con battute ridicole) ed è dnque particolarmente solido, ma anche roba come Solo 2 Ore era di una secca e asciutta solidità rara.
I temi sono quelli della corruzione e della distruzione della figura del poliziotto, anzi dell'istituzione della polizia. Da Training Day, ad Harsh Times (non a caso entrambi scritti da Ayer e non a caso entrambi ambientati a Los Angeles) si respira sempre di più un cambiamento della visione della polizia che non è un cambiamento solo verso una maggiore corruzione ma soprattutto verso una maggiore complessità.

Nei polizieschi moderni i poliziotti non sono solo corrotti ma sono in conflitto con tale corruzione, non sono divisi in buoni e cattivi ma (come diceva Lang a proposito del genere umano) in cattivi e molto cattivi e noi siamo costretti ad identificarci con i protagonisti che sono "solamente" cattivi.
Il Keanu Reeves di La Notte Non Aspetta, non ha rimorsi e non si pente, ha solo delle remore nei confronti di qualcosa che sa di non aver fatto (ma che in fondo voleva fare) ed è vittima solo perchè raggirato da qualcuno migliore di lui.

Non c'è salvezza, e questa è la cosa migliore, perchè lungi dal cercare una soluzione La Notte Non Aspetta propone un cinema artigianale e fatto davvero bene che mette in scena situazioni in divenire, propone figure che continuano a convivere con la complessità delle loro scelte e non risolvono i loro conflitti. Anzi.

Per concludere il forzato paragone con il western mi sembra ovvio che il John Wayne della situazione è Bruce Willis.
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