2.7.10

Toy Story 3 (id., 2010)
di Lee Unkrich

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POSTATO SU
Il film Pixar è un piacere tutto particolare che ci si regala con regolare cadenza annuale. Quest'anno tocca a Toy Story 3, poi sarà la volta di Monster's & Co. 2 e poi ancora Cars 2. Si apre una nuova era, quella dell'applicazione del franchising che non necessariamente significa un crollo delle idee. Perchè Toy Story 2 era decisamente più compatto, interessante e riuscito del suo predecessore e perchè questo terzo capitolo è molto più in linea con le ultime devastanti produzioni (Wall-E e Up) di quanto non lo sia con i precedenti capitoli. Basta vedere l'uso che viene fatto di prospettive che imitano gli obiettivi cinematografici nelle scene di caos con i bambini dell'asilo.

I personaggi classici vengono tagliati (solo i giocattoli essenziali, gli altri sono stati buttati negli anni) per fare posto a tutta una nuova schiera più in linea con il genere di questo terzo film, il cinema di carcere. Ovviamente si parla sempre di giocattoli che gli autori fanno parlare dotandoli di una personalità in accordo o disaccordo con le loro sembianze, per giocarci come fossero bambini dotati dell'arguzia di adulti (in questo i rimandi sottoculturali tra Ken e Barbie sono emblematici di un modo di vedere il mondo in primis e poi il cinema, perchè proprio Ken e Barbie, idioti fino al midollo sono anche i veri outsider di questo film).
Il modo in cui la Pixar affronta la serialità dei propri film sta tutta in come, potendo evitare la prima fase fisiologica di presentazione dei protagonisti, individua un soggetto in linea con le corde dei suoi autori e lo sviluppa con ritmo, facendo molta attenzione a come ogni svolta e ogni movimento causi uno smottamento interiore.

Andy prende in mano Buzz e Woody, li guarda attentamente, decide di portare solo Woody al college buttando Buzz nel mucchio con gli altri. E' una delle prime scene e quando vediamo Buzz finire nel sacco dove il padrone non lo può vedere, la sua espressione dice tutto quello che non avevamo capito nei due precedenti film.
Il soggetto poi è quanto di più pixariano si possa immaginare: i protagonisti finiscono in un posto dove non desiderano stare e per raggiungere il proprio oggetto del desiderio sentimentale devono compiere un viaggio, titanico tanto quanto i sentimenti che li animano, in un universo nel quale sono minuscoli.
Il viaggio questa volta è un evasione, segue cioè le regole del cinema carcerario e la parte comica sta in come i giocattoli dell'asilo di Sunnyside siano piegati ai ruoli tipici del genere. Dalla montagna umana muta che fa il lavoro sporco, al servo fedele, dallo sgherro scemo fino al doppiogiochista, quello che sa tutto e le vittime spaventate. Alla fine non mancherà la commozione nella risoluzione finale ma è la scena nell'inceneritore che rivela in pieno il senso di questo film. E' lì che accade qualcosa di unico e profondo anche per gli standard pixariani, che concede ad ogni spettatore il privilegio di leggere qualcosa di diverso.

13 commenti:

KinemaZOne ha detto...

Beh, praticamente un capolavoro?

gparker ha detto...

No, abbiamo visto film pixar più solidi. Ma ci sono delle punte altissime...

Anonimo ha detto...

Io mi sono anche un po' commossa... E vi giuro che con gli occhiali da vista + occhialoni 3D è abbastanza scomodo... =)
Flavia

Massimo ha detto...

per quanto riguarda il 3D, com'è?

gparker ha detto...

un 3D Pixar quindi molto moderato ed invisibile, però la loro idea di profondità non invasiva alle volte mi sembra la più convincente.

Anonimo ha detto...

premettendo che non sono un'esperta di tecnologia 3D, questo di Toy Story è l'unico che mi sono goduta davvero: l'ho trovato perfettamente integrato con la storia, aggiunge fascino senza farsi notare.
Flavia.

gparker ha detto...

sottoscrivo

Anonimo ha detto...

Anche io con gli occhiali miei più quelli 3D sono stata scomodissima, come sempre...però devo dire che il film mi ha catturata ed emozionata pienamente. Come ben dici, la scena dell'inceneritore è forse il punto più alto di questa pellicola che, quasi interamente (almeno secondo me) è fatta di alti.

Ale55andra

gparker ha detto...

Ha un modo di giocare con il cinema carcerario che è fortissimo.

pap ha detto...

...Lotso comincia a fare il cattivo.
"Marcolino, ti piace allora questo Toy Story?"
il mio marcolino rannicchiato dentro la poltrona: "Non molto".

Il mio Marcolino ha amato e guarda a ripetizione i primi due. Ma questo ha spaventato anche me in molti punti.

Io tendo a giustificare la Pixar, per la sua grandezza, perchè anche io mi sono commosso; ma mia moglie mi chiede: "Perchè non fanno più film per bambini?".
Ed io non ho risposta.

gparker ha detto...

E' vero che questo ha delle componenti più inquietanti della media ma io non ne farei una tendenza, il prossimo sarà Cars 2 e poi Monster's & Co. 2, che probabilmente saranno di nuovo molto per bambini dopo che Ratatouille e Up lo erano meno.
Ci sono sempre stati cartoni più inquietanti di altri (tipo Alice della Disney) non penso che sia davvero una scelta radicale.

pap ha detto...

Bimbo sull'altalena che fissa la luna era veramente oltre.

gparker ha detto...

si pensavo anche io a quella scena. Veramente forte e bella.
Però ribadisco che un po' di inquietudine in alcuni cartoni è parte del sistema, c'è sempre stata e in un certo senso non è nemmeno troppo nociva secondo me. Poi ognuno ha il suo modo di vederla ma senza queste cose mi darebbe l'impressione della "campana di vetro" che protegge eccessivamente.