16.9.11

Pollo alle prugne (Poulet aux prunes, 2011)
di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud

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CONCORSO 
MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

Il secondo film da regista di Marjane Satrapi (in collaborazione con Vincent Paronnaud come già accadeva per Persepolis) conferma che il fumetto al cinema si traduce più facilmente in animazione che in live action. Considerazione banale ma nemmeno troppo. A parità di "fumettismi" infatti Pollo alle prugne si lascia contaminare forse eccessivamente dalla sua provenienza e per lunghi momenti sembra suonare una bella melodia stonando.

Le transizioni da scena a scena, la disposizione dei personaggi nell'inquadratura, il modo in cui entrano o escono dai vari segmenti e infine anche molti degli atteggiamenti che assumono (il protagonista che pedinando una persona sbuca dai posti più impensati come i bidoni della spazzatura), tradiscono una mentalità o un concepimento fumettistico. Questo accadeva anche in Persepolis ma la forma animata riusciva a mitigare questi elementi estranei inglobandoli di nuovo nel più grande insieme del linguaggio filmico.
Virando invece sul live action al 90% (inserti animati ci sono anche qui) Satrapi e Paronnaud optano inizialmente per uno stile da Jean Pierre Jeunet e il deja vu che si ha verso Il favoloso mondo di Amelie gioca un po' contro il film.

Le cose che invece funzionano sono principalmente due (tre se si contano gli sfondi disegnati): la seconda parte del film, con la sua chiusa (molto ruffiana) in cui tutto ciò che è stato raccontato (ovvero la vita del protagonista) è riletto alla luce di una nuova scoperta, come in un controcampo di tutti gli eventi che ne scopre una dimensione infinitamente più sentimentale; Mathieu Amalric. L'attore di Lo scafandro e la farfalla è sicuramente uno dei migliori di Francia nonchè d''Europa, almeno tra quelli emersi negli ultimi 15 anni, e in Pollo alle prugne riesce a passare dalle espressioni caricate da fumetto a quelle più moderate del cinema. Da solo Amalric opera quell'adattamento e traduzione di contenuti da medium a medium che spesso i registi sembrano trascurare. Lui che dovrebbe essere solo un interprete è autore di questi film tanto quanto loro.

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