19.11.10

Jackass 3D (id., 2010)
di Jeff Tremaine

Share |

POSTATO SU
E' da almeno dieci anni che gli stunt di Jackass costituiscono il trionfo del "don't try this at home", lo sfogo ultimo per interposta persona di tutti i sogni infantili tarpati dalle madri. Essere ragazzini con la massima professionalità e la demenza umoristica tipica dei più cresciuti, è la grande caratteristica di Jackass, perchè non c'è solo il dolore esposto ma soprattutto il dolore funzionale ad una gag. Fin qui però era la produzione televisiva, al cinema invece le medesime idee trovano sbocchi diversi.

Il grande schermo esalta i corpi e di converso la "prestazione", cioè solo il corpo che fa realmente quello che si vede ha davvero senso e valore estetico. Il ballo fatto da veri ballerini ripresi a figura intera, le arti marziali da parte di veri maestri e via dicendo. Ecco Jackass 3D, fin dal suo tipico inizio al rallentatore, dichiara quello che farà, dolore reale su corpi veri. Il ralenti esalta la realtà dei colpi e aumenta l'effetto comico. Ma è solo l'antipasto delle molte solite assurdità di un film che non ha grandi valori cinematografici ma che fa quello che il cinema dovrebbe sempre fare.

I corpi privi di qualsiasi fascino o attrattiva degli eroi di Jackass (ciccioni, nani, mingherlini o infine semplicemente brutti) sono protagonisti di un furore anarchico, di una distruzione personale e ambientale che non ha nessun senso esplicito. E' l'umorismo slapstick alle sue estreme conseguenze, la ribellione contro qualsiasi forma di ordine o rigore, senza una trama o una giustificazione che non sia il semplice poterlo fare.
Al cinema poi Jackass 3D (molto poco 3D a dire il vero) dimostra come la sala sia ancora al centro dell'immaginario, anche quando importa un format con tempi e modi puramente televisivi. Infatti sul piccolo schermo Jackass "mangiava" e distruggeva la moda imperante degli home movies su "incidenti domestici" grazie a demenzialità e autolesionismo (come e più di quanto facesse Takeshi Kitano con Takeshi's Castle), sul grande schermo invece il prodotto trova un'ultima legittimazione e un nuovo senso nobilitante.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi lascio andare a un momento di moralismo (il Venerdì sera ...!).

A me "Jackass" ha sempre dato veramente fastidio perchè l'ho visto comel'esaltazione di una (auto)distruzione possibile in quanto i "mezzi" erano quelli della tv.

In un paese come gli USA dove non c'è copertura sanitaria pubblica, questi tizi che si mutilavano etc sapendo comunque che Mtv copriva tutte le spese mediche mi sapevano più di sfoggio di potere (e denaro) che altro ...

Flavia.

gparker ha detto...

sei esagerata
è come dire che gli americani possono fare i blockbuster con gli stuntman perchè tanto il sistema sanitario funziona!

Anonimo ha detto...

Ma gli stuntmen rischiano di farsi male, non devono farsi male davvero!
Io ho capito perfettamente il tuo discorso sull'uso del corpo etc ... e sono anche d'accordo: ci sono performance di body art anche molto molto spinte e hanno un significato artistico.
Però il nichilismo estremo di Jackass a me trasmette soprattutto la sensazione di un certo "me ne frego" che non mi piace per niente. Poi, lungi da me censurare alcunchè!
Ma alla fine che ti fai fare da Johnny Knoxville? =)

Flavia.

gparker ha detto...

E' proprio quel nichilismo che prende per il culo i video di incidenti domestici nella maniera più cretina possibile, facendoli apposta, che è il suo senso. La dimostrazione del più basico degli istinti quello per il quale l'uomo che scivola sulla buccia di banana fa ridere, ma ancora di più fa ridere l'uomo compito che scivola sulla buccia di banana. Ecco loro sono vestiti in maniera assurda, in situazioni assurde che scivolano su bucce di banana ma cercandole con il lanternino. E fa ridere uguale.

gparker ha detto...

niente purtroppo
è saltato tutto
domani darò l'annuncio ufficiale.

Anonimo ha detto...

Potresti comunque omaggiare Jackass RI-vedendo Precious =D

Flavia.