11.9.09

Celda 211 (id., 2009)
di Daniel Monzòn

Share |

LE GIORNATE DEGLI AUTORI
FESTIVAL DI VENEZIA 2009

Ah! Il cinema carcerario... Quante soddisfazioni!
In Celda 211 si racconta di una guardia carceraria al suo primo giorno di lavoro che prima ancora di indossare la divisa si trova coinvolto in una rivolta e conseguente occupazione di un braccio del carcere da parte dei detenuti più pericolosi. Immediatamente la guardia si finge prigioniero per non essere pestato a morte e comincia il suo doppio gioco finalizzato alla propria salvezza.

Il film parte quindi come i migliori B-movies americani eppure sa anche farsi valere all'europea trovando verso metà una svolta imprevedibile che spariglia le carte in tavola e tramuta quelle che fino a quel momento erano ottime figure tipiche del genere in personaggi a tutto tondo.
La cosa può suonare come una sorpresa solo fino a quando non si vedono i titoli di coda e compare il nome di Jorge Guerricaechevarria, una delle penne migliori della Spagna contemporanea già collaboratore fidato di Alex de la Iglesia.

Violento quanto basta e ruffiano quando serve Celda 211 si propone di raccontare una storia avvincente e dipingere sostanzialmente due personaggi: il protagonista Juan e il deuteragonista Malamadre, il boss dei carcerati. Uno migliore dell'altro.
Il film stesso è lo scontro tra queste due figure, lo scontro tra le loro due intelligenze e i reciproci obiettivi che insospettabilmente ad un certo punto sembrano convergere senza che il film si annacqui di insipida melassa, anzi! L'avvicinamento dei due estremi non fa che arricchire le figure tramutando la storia in epica. E così alla fine anche l'attacco al sistema carcerario e la volontà di forzare una morale non suonano fuori posto.

2 commenti:

Christian ha detto...

Molto bello, una vera sorpresa! C'è tensione, caratterizzazione, una bella ambientazione e pure il coraggio di portare le azioni dei personaggi alle estreme conseguenze.

gparker ha detto...

si veramente un film interessante