29.9.06

Lady In the Water (id., 2006)
di M. Night Shyamalan

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Assieme alla passione per il cinema della paura e dello shock M. Night Shyamalan ha anche una grande passione per le favole, per il fantastico presente nel reale e non solo nella sua forma più terrorizzante. Molte delle ossessioni del regista riguardano l'effettivo fondamento delle leggende, dei miti e delle storie che ci narriamo noi esseri umani, una sorta di "I Want To Believe" che già si era manifestato in Unbreakable.
Shyamalan stesso dichiara che i film che più lo hanno ispirato sono stati Lo Squalo e Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo, e in Lady In The Water ci sono entrambe queste dimensioni di cinema: il bisogno di credere che i racconti popolari sono veri, le favole hanno un riscontro nella realtà e il piacere di provocare paura e suspense.
Se della suspence non si possa dire sia un maestro dello shock lo è sicuramente, ha un'abilità tecnica tutta speciale nel colpire all'improvviso lo spettatore anche quando questo è convinto di aspettarsi lo shock.
Ma purtroppo Shyamalan è solo questo, il folgorante exploit di Il Sesto Senso e la romantica e sognante storia di Unbreakable sono rimasti episodi e fino ad ora non hanno trovato altri riscontri nei film seguenti nè tantomeno in Lady In the Water dove è il regista palesa la sua volontà raccontare favole totalmente sganciate da qualsiasi realismo (anche nelle reazioni dei personaggi) per generare, tenerezza, poesia e per far sognare.
Purtroppo dopo poco sopraggiunge la noia spezzata solo dai colpi che ti fa prendere e la trama che si ripiega più volte su se stessa non fa che peggiorare la situazione e non serve a niente il lavoro puramente alimentare del grandissimo Christopher Doyle.
Unici momenti interessanti e divertenti sono quelli più sinceri in cui Shyamalan si diverte a ridicolizzare e torturare il personaggio del critico cinematografico in un VELATISSIMO attacco alla critica reale che giustamente gli stronca i film (questo compreso).

TOP SCORE a cura di Compatto:
Shyamalan ha diretto 7 film, i primi 2 avevano lo score di Edmund Choi, poi come di solito succede quanto il budget si alza, un regista decide di puntare ad un compositore di maggiore esperienza, Shyamalan puntò su James Newton Howard.
Howard è un grande compositore divenuto ancora più famoso per essere stato colui che sostituì Howard Shore nel film King Kong, e che in meno di 90 giorni riuscì a creare uno score che molti (e anche il sottoscritto) definiscono più che buono.
C'erano buone premesse per questo score, visto anche i risultati precedenti, Il Sesto Senso, Unbreakable, Signs e soprattutto The Village che, anche se non è questo granchè, ha uno score chr forse è uno dei migliori di Howard, tanto da essere stato condidato all'Oscar 2004.
Il risultato ha rispettato le premesse, lo score di Howard è vario, c'è di tutto, dal tema misterioso (The Blue World) con contorno di bei cori, al tema di tensione, (Ripples in the Pool), dal tema drammatico (Giving The Kii) a quello principale, il tema della 'Signora' che viene accennato all'inizio con Prologue per poi essere usato con più decisione in The Healing e soprattutto nella bellissima traccia d'azione The Great Eatlon, sicuramente la migliore del cd.
Non c'erano dubbi che Howard facesse un ottimo lavoro, anche se dopo quel capolavoro che è The Village l'impresa sembrava difficile.

2 commenti:

Nemo ha detto...

Ma... dico... nessuno che capisce questo film???

Una pellicola estremamente filosofica, una riflessione (sfogo???) sull'attualità, dove il condominio rappresenta un'individuo, con tutte le sue sfaccettature... ma che nella sua parte più intima (piscina) nasconde ancora l'ispirazione (ninfa), la forza per fare ancora qualcosa di buono e TROVARE IL PROPRIO RUOLO NELLA SOCIETA' (come del resto tutti i condomini)
In questa società esiste un nemico nell'ombra (quella sorta di iene), che è sempre in agguato. Un nemico che vuole spegnere le idee (uccidere la ninfa) della gente.

Ma ogni tanto quella "vocina" da dentro si riaffaccia... e ci segnala qualcosa... ma noi non crediamo nelle favole...

La speranza sta nei bambini, nel loro animo innocente che meravigliosamente riesce ancora a vedere le cose che gli adulti hanno perso (il bimbo del film legge le scatole dei cereali!!!).

Credo proprio che DOPO "il sesto senso" Shyamalan abbia dato il meglio di se, toccando temi importanti come le differenze sociali (the village) o la fede (signs).. e in questo film ha raggiunto il suo punto più alto!!!

gparker ha detto...

Non è questione di aver capito o meno, un film non è un rebus da decifrare. E non è nemmeno questione di quanto sia "importante" il tema trattato.
Del film non ho amato le contrapposizioni manichee, non ho amato il modo di narrare la storia che è indipendente dalla storia narrata.
In molti momenti dava segni di stanchezza e ripeteva se stesso di continuo.
Sul messaggio poi delle favole e delle storielle non è che dica molto di più di quanto sia stato già detto (in particolare da Spielberg).
Insomma io non dico che faccia schifo ma non mi è sembrato nulla di che...