11.4.08

Shine A Light (id., 2007)
di Martin Scorsese

Share |

POSTATO SU

Martin Scorsese è senza dubbio uno dei più grandi metteur en scene moderni e i Rolling Stones ancora a tutt'oggi tra i più grandi performer. Unire le due cose ha del diabolico e non meraviglia che si possa a tutti gli effetti parlare di capolavoro.

Shine A Light è la ripresa di due date fatte dal gruppo di Mick Jagger e Keith Richards appositamente per l'occasione (cioè la ripresa del concerto stesso da parte di Scorsese), su un palco costruito come il set di una scena secondo le volontà del regista. Due date in cui i Rolling Stones hanno suonato alcune canzoni mai fatte prima dal vivo assieme ai soliti grandi successi per un pubblico ristretto ma soprattutto per le 30 telecamere disseminate e operate da 15 direttori della fotografia diversi. Una cosa mostruosa, mettere insieme così tanti fotografi è come far lavorare 15 donne ad un progetto unico senza farle litigare...

Martin Scorsese è semplicemente incredibile, abbiamo visto tante volte dei concerti ripresi ma come questo non c'è mai stato nulla. Shine A Light (e sorvolerò sul doppio significato del titolo che fa riferimento al lavoro PAZZESCO fatto sulle luci) prima di tutto porta avanti la ricerca estetica del regista, con gli esperimenti sui bianchi, sull'illuminazione e sui colori fatti negli ultimi 3-4 film e solo poi si diverte (letteralmente) a giocare con le aspettative degli spettatori in quei 2-3 momenti topici di un concerto (l'attacco, il bis, la chiusura).
Alla sua veneranda età Scorsese rimane uno dei più profondi innovatori del rapporto cinema e musica popolare (come fu in Woodstock, Mean Streets, The Last Waltz e molti altri exploit) in più si diverte ancora e gira senza preoccupazione e con scioltezza come si trattasse di un filmetto indipendente tutto grinta e voglia di sperimentare, infischiandosene delle regole. Ad un certo punto si vede anche un macchina fotografica alzarsi dalla folla per fare una foto e nonostante il fragore della musica si sente comunque il click dello scatto, evidentemente aggiunto dal regista in post produzione. Ma chi fa, ad oggi, queste cose??

Scorsese nella prima parte (che in breve racconta come si è arrivati a fare la serata) mette in scena se stesso, i suoi meccanismi di enunciazione, i suoi desideri per il documentario e i suoi segreti. Sono in gran parte dei finti, cioè scene girate appositamente fingendo si tratti di momenti di lavoro effettivi, lo si vede perchè il buon Martin non sa recitare, ma è comunque bello come giochi con la sua figura di regista e tutto comunque contribuisce al primo dei momenti topici: l'attacco del primo pezzo cioè l'inizio del concerto, girato in stile 100% scorsesiano (montaggio rapido, movimenti di macchina fulminei e secchi come del resto lo sono quelli degli attori coinvolti nella scena) è FENOMENALE, da alzarsi e urlare come se si fosse presenti all'evento.

Segue un'ora e mezza di concerto (interrotto ogni tanto da materiale d'epoca poco visto recuperato per l'occasione con molta ironia) ripreso in una maniera incredibile. Sembrano riprese fatte appositamente, sembra che Scorsese abbia dato le indicazioni di volta in volta come "Mettiti lì e fuma, stai sotto il riflettore e guarda il pubblico, ecco ora guarda in camera" ma in realtà è solo il frutto di un'attenta pianificazione e di un montaggio maniacale, più chiaramente qualche idea divina come la ripresa frontale che ad un certo punto viene fatta su Jagger con il set di luci che esplode in tutta la luminosità. Un piacere per gli occhi infinito.

Macchine da presa tutte in costante movimento per un documentario che è il più grande spot mai fatto alla droga per come mostra il gruppo di quasi settantenni e l'energia che trasmette (Jagger rimane l'unico al mondo a poter ancora urlare "One more time" prima di rifare un ritornello e rimanere credibilissimo).

Infine il finale, cioè come Scorsese sceglie di chiudere il film, inutile dirlo è fantastico, ironico e tutto centrato sulla figura stessa del regista (inteso come ruolo), sulla sua funzione, il suo lavoro, il suo rapporto con le stelle, con il pubblico e con il cinema.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Mamma mia mamma mia mamma mia!!!!!!!
Non riesco ad aspettareeeee.
Ale55andra