4.7.07

Stepping - Dalla Strada Al Palcoscenico (Stomp The Yard, 2007)
di Sylvain White

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C'è indubbiamente un crescente interesse nel mondo del cinema per il mondo della danza di strada che si sta sviluppando tra le comunità afroamericane nei sobborghi di città della West Coast come Los Angeles.
Stepping, arriva per ultimo, dopo che il fatto si è guadagnato spazio su giornali e riviste e dopo che David LaChapelle ci ha girato sopra un documentario sopraffino, Rize. Arriva per ultimo e compie la classica operazione hollywoodiana di "pacificazione", prende cioè una dinamica, un evento o una tendenza e la racconta a modo suo, adattandone stili e dinamiche per un pubblico mainstream curandosi poco di preservare i significati originali (qualcosa di cui noi abbiamo esperienza diretta per tutti i film fatti dalla mecca del cinema sugli antichi romani, svilenti e ridicoli per come vengono americanizzati).
La danza di strada dunque diventa un'attività come un'altra (come prima di lei lo sono stati il football, la boxe, il biliardo ecc. ecc.) da raccontare con le medesime dinamiche, poco importa che siano lontane anni luce dalla realtà.
Il mito del successo, della seconda occasione, il rapporto difficile con la figura paterna, l'individualismo contrapposto al collettivismo, la colpa e la redenzione, l'uomo che si è fatto da solo ecc. ecc. Il ballo di strada viene spiegato attraverso il filtro di tutti gli elementi tipici della cultura wasp (white anglo-saxon protestant) senza curarsi dell'originalità e della peculiarità che questa manifestazione presenta in sè.

Poi il film in sè non è nemmeno fatto male, impostato su una forma classica scorre liscio e senza intoppi. Presenta sì situazioni trite, ma lo fa con abilità e tutto sommato è godibile. Ma come già scritto è nella forma ad essere disonesto e svilente non tanto nel contenuto.

Il confronto impietoso con Rize rende chiaro come invece si possa trattare una cultura con rispetto mostrandone pregi e difetti, lati chiari e lati scuri, dando risalto alle componenti estetiche al pari di quelle contenutistiche. E non è una questione di finzione contrapposta a documentazione, ma il fatto che purtroppo parte delle dinamiche del successo hollywoodiane sono l'adeguamento al grande pubblico e l'adattamento di qualsiasi tema ad una formula dal successo comprovato.

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