6.4.11

Mia Moglie Per Finta (Just go with it, 2011)
di Dennis Dugan

Share |

POSTATO SU
Da incendiario a pompiere. La prima parte della carriera di Adam Sandler era all'insegna della dissacrazione, dell'umorismo demenziale e scorretto e di un attitudine tesa a provocare fastidio, mettere in imbarazzo e irritare. La seconda parte sembra invece tutta improntata alla normalizzazione e al rimpianto dei bei vecchi tempi di una volta in contrapposizione ai giovani d'oggi. Cosa che sì, dà veramente fastidio.
Dai film comici alle commedie, fino alle commedie romantiche (passando per qualche chicca d'autore), Sandler è rientrato nei ranghi e ora è uno come tanti.

Normale quindi che si ritrovi al fianco di Jennifer Aniston in un film per famiglie e/o per coppie che non riserva nessuna sorpresa e anzi, sembra fare di tutto per evitare un guizzo o una lettura particolare.
Remake di Fiore di Cactus di Saks, Mia moglie per finta propone il consueto intreccio della coppia simulata che poi non può fare a meno di scoprire di avere davvero qualcosa in comune e convolare a giuste nozze. Di mezzo (per giunta!) i figli.

E non è tanto il genere (nobilissimo) o gli intenti (commerciali come quelli di qualsiasi altro film) quanto lo spirito facilone e la presunzione che un simile cambiamento, da incendiario a pompiere, sia accettabile senza nessuna smorfia, che il pubblico possa e debba prendere per buona la redenzione di Sandler e magari esserne contento. Per giunta in un film senza idee, senza romanticismo e senza una scrittura a livello (solitamente il punto di forza di questo genere).
Che poi il meccanismo piaccia e il film abbia successo è un altro paio di maniche, ci sono meccanismi e automatismi che vanno oltre la comprensione umana e fanno sì che una commedia come questa sia più gradita di una sofisticata sul serio come Amore e altri rimedi o Amore a Mille Miglia o ancora 500 giorni insieme. Ma tutto ciò non cambia la sostanza dei fatti.

0 commenti: