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20.5.10

La Nostra Vita (2010)
di Daniele Luchetti

POSTATO SU
FESTIVAL DI CANNES 2010
CONCORSO

Con il team creativo e un'idea di film non troppo distante da Mio fratello e' figlio unico Luchetti tenta nuovamente il colpaccio, ovvero realizzare una commedia che sia davvero capace di raccontare una parte di paese e una parte di umanita' con complessita' e senza indulgenze eccessive, utilizzando gli strumenti che hanno tanto funzionato nel film precedente.

C'e' innanzitutto Elio Germano, con un ruolo da vero e unico protagonista, c'e' Zingaretti ancora una volta di supporto e una serie di ottimi attori in parti piccole. Ci sono Claudio Collepiccolo alla fotografia, Mirco Garrone al montaggio e Franco Piersanti a musicare.
Cosi' alla fine, come si diceva, il risultato e' una sostanziale identita' formale con il film precedente.

L'idea alla base e' quella che cambia. La Nostra Vita e' meno dinamico di Mio fratello e' figlio unico e tutto retto su un lutto iniziale la cui elaborazione e' il nesso e il messaggio del film. E proprio qua sta la pecca piu' grave, nel fatto che il film voglia avere un messaggio.
Il denaro come unico obiettivo di quest'Italia, in qualsiasi strato della popolazione, la conquista commerciale dei sentimenti e l'incapacita' di affrontarli.
C'e' una sorta di arroganza e boria intellettuale nel modo in cui il piccolo imprenditore edile viene ritratto nei suoi impicci e inganni finalizzati a colmare il vuoto proprio e dei figli.

Sarebbe infatti anche meritevole una volta tanto aver raccontato una storia autenticamente popolana, che non si tira indietro di fronte agli aspetti piu' abietti e piccini di quel mondo, ma lo sguardo di Luchetti grida in ogni momento alla superiorita' culturale di chi ha studiato e alla nefasta influenza berlusconiana (benche' mai evocato) sulla mentalita' dei piu' ignoranti.
Come se non bastasse La Nostra Vita non riesce a dare vita a momenti autentici e sinceri benche' ci provi, come ad esempio nella scena del canto urlato al funerale che e' solo ridicola.

Infine, nonostante la stessa squadra, La Nostra Vita zoppica esattamente la' dove Mio fratello e' figlio unico marciava: sulle frasi. Sulla capacita' cioe' di riassumere il lavoro fatto in parte del film o su un personaggio o anche solo su una scena in una sola frase, una one-line la quale, carica di significato possa andare oltre le sue parole e farsi paradigma. Forse e' la mancanza di un libro dietro le spalle e quindi di una scrittura piu' articolata dalla quale attingere, ma ogni momento e' sottolineato, enfatizzato e quasi poetizzato senza aver sostanza (o magari proprio per quello).

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