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Poi dice che uno c'ha i pregiudizi...
E' un'impressione solo mia?
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The Orphanage (El Orfanato, 2008)
di Juan Antonio Bayona
| gparker | 12.11.08 - 3:19 PM |
Dovrebbe dirla molto lunga già il fatto che il film viene distribuito con un titolo inglese quando è una pellicola ispanico-messicana. Dirla lunga cioè sullo stile americaneggiante.
Ma si tratta talmente tanto di una caratteristica introiettata da certo cinema spagnolo (basti pensare a quanto successo con The Others) da scostarsi quasi dall'imitazione per approdare ad una sintesi nuova.
La vera caratteristica di tutto questo cinema horror latino è però il fatto di svolgersi a cavallo di due mondi, con i protagonisti che passano dall'uno all'altro o che da uno guardano l'altro. E' un tema che troviamo nel dittico di Guillermo Del Toro (La Spina Del Diavolo, Il Labirinto Del Fauno), nel già citato The Others e nell'episodio di Peliculas Para No Dormir di Alex de la Iglesia.
In più El Orfanato lavora sulla percezione dello spettatore e su quanto esso possa aspettarsi da una pellicola di questo tipo a partire da locandine, trailer ed esperienza pregressa. Bayona gioca molto con quello che ci si può aspettare, concedendo alcune facili previsioni e spiazzandone altre.
Ma sembrano tutti espedienti furbi messi in piedi intorno a poche buone idee in grado di giustificare la produzione di un film. Alla fine della fiera El Orfanato è un po' lungo (specialmente nel centro) e in certi momenti involontariamente comico, cose che appesantiscono le parti interessanti ed efficaci come quella finale all'interno della casa, che incorpora soluzioni visive e di regia diverse dal solito e molto ben studiate per creare tensione anche con i soliti semplici principi (porte che si sbattono, presenze che compaiono).
La locandina lo promuova come "Dopo The Others", ho controllato su imdb non c'è nemmeno un membro della troupe in comune. Nemmeno un elettricista.
Ma quelli del marketing possono tutto? Cambiano titoli, fanno abbinamenti arbitrari e decidono locandine? Sono i veri grandi burattinai della distribuzione?
Ma si tratta talmente tanto di una caratteristica introiettata da certo cinema spagnolo (basti pensare a quanto successo con The Others) da scostarsi quasi dall'imitazione per approdare ad una sintesi nuova.
La vera caratteristica di tutto questo cinema horror latino è però il fatto di svolgersi a cavallo di due mondi, con i protagonisti che passano dall'uno all'altro o che da uno guardano l'altro. E' un tema che troviamo nel dittico di Guillermo Del Toro (La Spina Del Diavolo, Il Labirinto Del Fauno), nel già citato The Others e nell'episodio di Peliculas Para No Dormir di Alex de la Iglesia.
In più El Orfanato lavora sulla percezione dello spettatore e su quanto esso possa aspettarsi da una pellicola di questo tipo a partire da locandine, trailer ed esperienza pregressa. Bayona gioca molto con quello che ci si può aspettare, concedendo alcune facili previsioni e spiazzandone altre.
Ma sembrano tutti espedienti furbi messi in piedi intorno a poche buone idee in grado di giustificare la produzione di un film. Alla fine della fiera El Orfanato è un po' lungo (specialmente nel centro) e in certi momenti involontariamente comico, cose che appesantiscono le parti interessanti ed efficaci come quella finale all'interno della casa, che incorpora soluzioni visive e di regia diverse dal solito e molto ben studiate per creare tensione anche con i soliti semplici principi (porte che si sbattono, presenze che compaiono).
La locandina lo promuova come "Dopo The Others", ho controllato su imdb non c'è nemmeno un membro della troupe in comune. Nemmeno un elettricista.
Ma quelli del marketing possono tutto? Cambiano titoli, fanno abbinamenti arbitrari e decidono locandine? Sono i veri grandi burattinai della distribuzione?

Etichette: cinema, juan antonio bayona
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6 Commenti:
non mi convinvcerai mai che hai confrontato i nomi degli elettricisti.
6:23 PM
ma fa paura come the ring?
OT :sto giocando a Fallout 3 ,meraviglioso,ascoltando l'ultimo cd di enya, geniale,.....e si ho 30 anni ma sono sempre un coglione
8:09 PM
The Others? Ma pensa te, qua invece si sono accontentati del Labirinto del Fauno e hanno semplicemente scritto il nome di Guillermo Del Toro grosso come quello di Tarantino in "Hero", ottenendo gli stessi equivoci risultati.
x Mariolone: fa paura, ma non quanto Enya
8:18 PM
Ah quello anche da noi, nome gigantesco e piccolo piccolo "presenta".
11:20 PM
Io credo che abbia le carte in regola per piacermi, speriamo di non rimanere delusi...
Ale55andra
10:56 AM
Non fa paura, ma io non ho mai avuto paura al cinema (mi diverto solo a vedere la gente sbudellata) sicché non faccio testo. Però è carino.
3:31 PM
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