18.10.09

Con Artist (id., 2009)
di Michael Sladek

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EXTRA
FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009

Mark Kostabi è stato considerato a lungo un grande artista, per certi versi erede di Warhol, per altri innovatore del suo campo. Ha tribolato per anni tra stramberie, eccessi e pochi soldi fino a che non ha deciso di gestire se stesso e la sua arte come un'impresa commerciale, abbassando i prezzi, svendendo i quadri e realizzandoli industrialmente. Al punto che oggi non dipinge più ma firma i quadri fatti da una squadra di assistenti (senza nascondere mai l'artificio), ha un programma televisivo in cui per attirare l'attenzione su se stesso chiede alla gente a casa di dare un nome ai suoi quadri e, in sostanza, si preoccupa unicamente di fare soldi. Riuscendoci bene.

Con Artist è un viaggio al centro di Mark Kostabi fatto con la collaborazione di chi lo odia, chi lo ama, chi se ne intende e ha opinioni complesse in materia e soprattutto di Mark Kostabi stesso, entusiasta all'idea di un documentario su di lui e pronto a fare di tutto davanti all'obiettivo (prababilmente pensando all'ennesimo veicolo commerciale). Imprenditore di se stesso, truffatore dichiarato ("Quest'arte è una truffa" ripete più volte), bieco uomo d'affari Kostabi sembra totalmente sventduto al Dio denaro ma si professa come continuatore di una politica inaugurata da Andy Warhol.

Michale Sladek non prende parte e con intelligenza sonda sia gli abissi kostabiani che le sue vette. Non esita di fronte alla possiblità di mostrare l'ennesima stramberia (ad esempio un'installazione nella quale si inserisce una moneta per aprire una fessura e guardare per un po' la sua bottega dove gli assistenti lavorano ai quadri) e nemmeno di fronte all'evidente e sfacciata infedeltà sentimentale del suo soggetto. Lo riprende dare di matto e dichiarare la sua follia ma poi stempera tutto con le immagini di Kostabi stesso pochi secondo dopo lo scatto di follia che parlando al cellulare gli chiede se è venuta bene la parte dell'artista matto. Il risultato è un documentario molto solido che come spesso accade fa dell'eterogenia e della mancanza di un punto di vista unico una forza, grazie ad un ritmo indiavolato e ad un splendido finale con il papa (sic!).

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