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30.11.11

Lo Schiaccianoci 3D (The NutCracker 3D, 2011)
di Andrei Knochalovsky

In pochi avevano preso alla lettera Andrei Konchalovsky quando, descrivendo il film che stava per ultimare, dichiarava "E' Brazil per bambini" o "E' ispirato a The Wall dei Pink Floyd", e invece è così. E non è una nota positiva.
La battaglia tra lo schiaccianoci, i suoi alleati e l'esercito dei topi è mostrata proprio attraverso la metafora del totalitarismo preso da quei due film. Le uniformi di The Wall con gli scenari e la fotografia che guardano a Brazil, quel senso di straniamento e distopia di un futuro non troppo lontano, immersi in un passato molto vicino (gli anni '20 a Vienna), in cui il regista ambienta il suo Schiaccianoci.

La cosa peggiore però non è tanto l'idea completamente fuori dal tempo di cinema o favola per bambini, quanto il fatto che le moltissime concessioni che il regista si prende rispetto al testo originale non portino nulla di nuovo e positivo, anzi!
Lo Schiaccianoci 3D ha l'aria di quei film seri e impegnati di Adriano Celentano, solo girato con molti mezzi e una certa esperienza di come si faccia un lungometraggio. Per il resto si riscontra la medesima ingenuità ideologica, il medesimo semplicismo e le medesime allegorie senza senso.

Aver inserito Albert Einstein come zio della bambina protagonista (!?!?) è solo un esempio possibile di un'opera che vorrebbe essere tradizionale e innovativa, debordante ma anche classica e ovviamente non riesce ad essere nessuna delle due. 
Manca il senso dell'avventura, il senso del sogno, del trascinamento in un altro mondo e quello dell'ansia infantile (unica eccezione le ottime trasformazioni "horror" di Turturro). Manca insomma tutto quello che un racconto per bambini realizzato da un adulto (che intende infonderci anche valori adulti) solitamente ha.
Una nota positiva poteva essere il 3D, che in un film ad alto budget europeo si vorrebbe diverso da quello americano per cura e raffinatezza, purtroppo però il regista stesso ha deciso di non far vedere alla stampa il film in tre dimensioni, così da non distrarli. Quindi quello che rimaneva da guardare purtroppo era tutto il film.

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