25.4.07

Sunshine (id., 2007)
di Danny Boyle

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Ecco un altro film rovinato dall'ossessione di Danny Boyle per i morti viventi. Non era bastato evidentemente distruggere i buoni presupposti di 28 Giorni Dopo, anche Sunshine parte benissimo e poi si perde terribilmente.
Eppure sembrava che tutto andasse per il meglio, quella fantascienza povera (ma neanche troppo) e molto intelligente, basata su un mood e sul design più che su una storia clamorosa (in effetti la catastrofe è un espediente semplice). Boyle sa bene che una delle cose fondamentali della fantascienza è la precisione, che non è come negli altri generi in cui si può essere approssimativi, la fantascienza è una cosa da precisetti, percui partiti da un assunto di fantasia (l'esaurimento del sole), comincia a raccontare con dovizia di realismo e in maniera abbastanza indiretta le reazioni sulla terra e l'idea avuta per salvarsi.
In più c'è un personaggio principale veramente interessante, insolitamente complesso, buono (perchè sta con i buoni) ma veramente egoista. E' un vigliacco, prende decisioni sbagliate e quando c'è da salvarsi in primis non esita troppo. Insomma non il classico eroe, ma una figura più umana e doppia simile al protagonista di Trainspotting (che origina il male di tutti quelli che gli sono intorno per il suo bene).
C'è un altro problema però, che si manifesta da subito, le idee. Io capisco che film come Alien e 2001: Odissea Nello Spazio sono fondamentali e non si può prescindere dalle loro trovate e da come hanno cambiato il modo di raccontare il futuro e lo spazio in particolare, tuttavia c'è un limite a quanto si può attingere. Gli interni dell'astronave Icarus sono praticamente i medesimi di Mother di Alien, addirittura anche i mobili (l'indimenticabile tavolo quadrato con luce incorporata sul quale esce l'alieno dallo stomaco (foto centrale)) e le bombe (il congegno con i cilindri che salgono)! I giochi di gravità e l'uso del bianco di 2001, la scena in cui si fanno sparare da un astronave all'altra, la visuale da dentro la tuta spaziale e il respiro nello spazio, il computer che disattivandosi parla sempre più lento ecc. ecc.
A questo proposito il momento più (cinematograficamente) interessante è quando l'equipaggio prende coscienza della presenza di un intruso a bordo della nave. A quel punto le dinamiche sono esattamente le stesse di Alien (un intruso vuole fare fuori tutti e non si è capito cosa sia ma bisogna trovarlo), Boyle cerca di applicare la regola aurea di Ridley Scott (non mostrare mai l'essere, sarà più spaventoso) ma fallisce clamorosamente perchè per non mostrarlo, sfoca, sovraespone e riprende tutto a mano, insomma non è che non lo mostri ma fa in modo che non si capisca niente. Cosa che non ottiene nessun obiettivo.
Devo ammettere però che c'è un utilizzo della colonna sonora particolarmente calzante.
Si è poi molto parlato dell'eredità di Solaris per questo film (oltre ad Alien e 2001), io sinceramente non ce l'ho vista.

4 commenti:

Noodles ha detto...

Lo promuovo molto più plebiscitariamente di te ma sono d'accordo su un punto: la scelta - probabilmente per ristrettezze di budget - di mostrare sempre sfocato l'intruso alla lunga diventa un po' un boomerang. Si cercava di sfruttare le mancanza del budget a vantaggio dell'esecuzione ma la cosa non è riuscita in pieno.

gparker ha detto...

Secondo me il punto è che non puoi prendere tutto da tutti, c'è un limite all'ispirarsi!

BenSG ha detto...

Questa pellicola la stanno, secondo me, sopravvalutando un po' tutti.

Speriamo solo che per Boyle non sia un "Punto di non ritorno"...


;o)


BenSG

gparker ha detto...

Pure secondo me è molto sopravvalutata.