15.6.10

Lei è troppo per me (She's out of my league, 2010)
di Jim Field Smith

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POSTATO SU
Il film fin dall'inizio doveva essere tutto adagiato intorno a Jay Baruchel, poco più di un pretesto di trama (donna stupenda decide di stare con ragazzo sfigato dal cuore d'oro) da allargare, variare e declinare in diversi ambienti e situazioni con relative figuracce o trionfi (due su tutti: l'incontro con i genitori di lei e l'incontro con la famiglia di lui, da una parte il tonfo umiliante (ed esilarante) dall'altra il trionfo indiretto (ed esilarante)).

Film facile da portare a termine anche facendo il minimo indispensabile e questo succede. I pregi sono un gran senso del ritmo che, come doveva, rivela più Jay Baruchel che altro, attaccato com'è ad una parte per la quale sembra nato e progettato. L'attore è capace di agitarsi a sufficienza per rendere il suo personaggio migliore della media dei personaggi sul genere, riuscendo ad emergere in quella che poteva essere un'opera da visione satellitare pomeridiana o da download illegale e che invece forse regge anche un visione cinematografica.

L'esperienza delle commedie simili arrivateci negli anni '80 (e con qualche fatica anche negli anni '90) ci ha insegnato che con questa materia, cioè con una trama che mette in ballo una situazione ventilata nei sogni di molti ipotetici spettatori, si può fare ben di più, si possono esplorare pulsioni e desideri, rivelare incoerenze e suggerire altre letture.

Jim Field Smith non fa nulla di tutto questo, nè ha la curiosità nerd di approfondire tutte le possibile situazioni, tutte le dinamiche nel loro profondo, nei dettagli. La problematica o la situazione paradossale non è declinata come si poteva fare (insistendo sui dettagli) ma affrontata per dare immediata soddisfazione a quello che già sappiamo di voler vedere (l'ex buzzicona che ha mollato lo sfigato, e per la quale lui ancora muore, che lo vede ora con una donna stupenda, o la medesima reazione da parte dei familiari/amici che l'hanno sempre preso in giro).
Una scena in aereo verso la fine salva tutto.

4 commenti:

Udo Kier ha detto...

Hey talento sprecato, invece di queste recensioni palesemente svogliate perchè non fai un post su film adesso piu interessanti come, che so, Copia Conforme di Kiarostami con la Binoche.
Bellissimo.

gparker ha detto...

ahahahahahahhaa
è che l'ho perso a cannes e pure a cannes a roma, purtroppo proiezioni stampa a parte ora sono monopolizzato dalla visione della roba da selezionare per il festival cittadino cui lavoro... Ho smesso (temporaneamente) anche di vedere vecchi film per fare spazio a quelli...

Anonimo ha detto...

Io non gli avrei dato due soldi, ma tu mi dici che qualcosa di salvabile c'è...ora mi hai incuriosita con la scena in aereo...non posso non vederlo!!

Ale55andra

gparker ha detto...

si ma con moderazione, ricorda sempre che io l'ho visto senza pagare