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23.3.07

300 (id., 2006)
di Zack Snyder


Eccola la nuova trasposizione cinematografica di un fumetto di Miller dopo Sin City (che a me era piaciuto discretamente). Il risultato è più o meno lo stesso. La traduzione pedissequa da carta a pellicola funziona fino ad un certo punto, perchè alcune cose che sono ottime su carta non è detto che vadano bene in un film, ma d'altra parte altre cose hanno una forza tale da essere belle comunque.
Le scelte estetiche sono meno debitrici al fumetto rispetto a Sin City, in questo senso 300 è più un film a sè, ma non un gran film perchè Snyder non è un gran regista e si vede. Fa il solito uso del ralenti nelle scene d'azione (basta! Non ce la faccio più! E' ora di inventarsi qualcos'altro, il ralenti ha fatto il suo tempo!) e dove può prende da Miller senza metterci nulla di proprio, anzi quel poco che ci mette (le sequenze a Sparta) vale poco. Tuttavia come ho detto la forza del fumetto, il suo irresistibile fascismo, la sua durezza ed esaltazione del corpo e della guerra rimangono affascinanti. Certo manca il "senso del cinema" che era molto più presente in Sin City (anche perchè si trattava di un genere cinematografico già proprio del cinema, il noir).
La cosa che colpisce di più comunque sono i contenuti, perchè questi visti in un film sono decisamente più impressionanti che in un fumetto che, per quanto acclamato e di successo, non ha la diffusione di una pellicola.
Vedere un film in cui si dice e si mostra tutto quello che è considerato "sbagliato" nella società moderna è quasi sollevante. Inni alla guerra, esaltazione della forza, dell'onore e della morte, disprezzo per le altre culture (i cattivi appartengono a mille razze diverse e spesso sono meticci o sessualmente ambigui) e per la deformità (in pieno accordo con la kalokagathia, chi è bello è anche buono e chi è brutto è cattivo). Insomma il massimo del politicamente scorretto.
Infine le scelte estetiche cercano di rifarsi in ogni momento il referente cartaceo, giocando moltissimo sulle secche e minimali geometrie di lance e scudi (immagine a destra) ma la dimensione irreale in cui colori e effetti di postproduzione inseriscono la vicenda non riesce ad essere irreale ed evocativa come in Sin City, tranne che per qualche sparuta sequenza come quella bellissima della lotta con il lupo (immagine centrale) e della scalata della montagna.
Chi ci vede riferimenti alla guerra americana è il solito malato di geopolitica che vede messaggi subliminali ovunque. Ecco l'ho detto.
LE TECNOLOGIE DEL FILM
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