28.2.12

The woman in black (id., 2011)
di James Watkins

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Per il primo film di Daniel Radcliffe lontano da Hogwarts non si può fare finta che si tratti di una produzione come le altre.
The woman in black recupera le atmosfere Hammer (soprattutto perchè è prodotto dalla Hammer), quelle dei classici horror vecchio stampo fatti di vento che fischia, porte che cigolano, ragnatele e candelabri ottecenteschi, a partire da un omonimo libro del 1983 di Susan Hill.

Imbastendo un contesto assolutamente tradizionale, talmente tanto privo di contaminazioni moderne da risultare quasi "nuovo", The woman in black cerca di riscrivere una dimensione filmica sul volto di Daniel Radcliffe. Privato degli occhiali e dell'aria da ragazzino, l'attore è qui investito di una maturità reale e posticcia al tempo stesso. Quella vera della barba sfatta e dei lineamenti duri che erano mascherati con sempre maggior fatica nel ruolo di Harry Potter e quella finta degli abiti e del ruolo.
The woman in black racconta di una casa posseduta da fantasmi e di un uomo che proviene da un altrove (un vero evergreen) che ne sonda i misteri e risolve la maledizione. Lo fa guardando poco ad oriente (come invece vediamo solitamente) e molto ad occidente. In questo trova anche un paio di momenti felici in cui le immagini riescono a farsi terrore e in cui tutta la messa in scena con coerenza costruisce la paura dell'ignoto.

L'horror moderno gioca molto con gli stereotipi classici. Li mastica, li ricicla nel presente, li trasfigura contaminandoli con le idee orientali e li asciuga. The woman in black li recupera e basta, senza per questo cercare un effetto di postmodernismo. Sembra infatti non esserci alcuna elaborazione critica dietro il film di James Watkins, solo la volontà di realizzare un classico.
Soprattutto il film riesce nel corso della sua durata a far gradualmente dimenticare la sensazione iniziale, ovvero quella di Radcliffe/Potter. Gradualmente si scorge sempre meno l'aria da eterno ragazzino e sempre più mentre si scende nel film Radcliffe si libera della pesante eredità.
Certo non basterà un film solo a scrollare di dosso il ricordo di ore di magia ma già è qualcosa. 

13 commenti:

vinz ha detto...

ero molto incuriosito da questo film (io le atmosfere hammer le adoro) ma mica ho capito se ti e' piaciuto.
la sua estrema "classicita'" lo rende palloso e gia' stravisto, o e' comunque benfatto e godibile?

Anonimo ha detto...

da parte mia l'ho trovato ben fatto ma un po' "bollito", cioè alla fine promette molto ma non mantiene le aspettative.

Flavia.

Udo Kier ha detto...

Hello GParker

oggi ho due domande per te


1. su yt c'è ridley scott che presenta yourfilmfestival. di che si tratta?
2. sempre su scott, hai notizie sul suo ultimo film in uscita a giugno "prometheus" (con fassbender!) speriamo in suo un grande ritorno

gparker ha detto...

Vinz: non sono più gli anni '70 e questo è un fatto. Detto questo è un onesto film vecchio stampo.

Flavia: non lo so a me invece proprio il finale ha convinto

Udo:
1) Lui è un bel po' che si spende su questa cosa dei film fatti su YouTube e organizza contest assieme proprio a YouTube stesso.
2) Come saprai è il prequel non ufficiale di Alien. Le possibilità che sia una vaccata sono altissime ma noi come sempre siamo là a volerci credere

Udo Kier ha detto...

we want to believe

Anonimo ha detto...

Ah, io con "alla fine" non intendevo il finale che invece è buono! Intendevo dire che la sensazione complessiva che mi ha lasciato il film all'uscita dalla sala è di soddisfazione a metà, come se potesse uscirne qualcosa di migliore.

Flavia.

gparker ha detto...

Dici? Date le premesse io non avrei detto...

Anonimo ha detto...

E' decisamente un film d'atmosfera, in stile Hammer. Un po' forse eccessivamente fedele al racconto. Ecco la mia: http://www.cinefilos.it/v2/tutto-film/recensioni/woman-black-recensione.html

Che ne pensate?

gparker ha detto...

atmosfera si ma ha anche un modo di lavorare sugli scenari classici che non è scontato. Come il momento delle sabbie mobili

vinz ha detto...

Secondo me la nota dolente di questo film e' la stessa nota dolente della saga. Radcliffe era e resta un pezzo di legno monoespressione (contrita-preoccupata)


SPOILER


ma dici che risolve la maledizione? dal finale non si direbbe....

gparker ha detto...

si certo lui non è il massimo, ma quanti altri film hanno interpreti ugualmente mosci? E davvero un attore per te conta così tanto?

Secondo me non la risolve.

vinz ha detto...

dipende dal film...se funziona va bene. ma qui radcliff appiattisce tutto. Penso al piu' ovvio dei paragoni, "il mistero di rockford".
quell'attrice fantastica fa molto in quel (gia' migliore) film.

gparker ha detto...

Non dico che non contino nulla. Solamente che per quanto mi riguarda difficilmente inficiano un film talmente tanto da essere la principale causa del disastro.