24.5.10

Le Quattro Volte (2010)
di Michelangelo Frammartino

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FESTIVAL DI CANNES 2010
QUINZAINE DES REALISATEURS

E' già in sala il più bel film italiano del festival.
Frammartino dirige una specie di curioso documentario che in realtà utilizza espedienti di finzione per mostrare il contesto più del testo. La campagna con i suoi tempi e i suoi ritmi vista attraverso alcuni movimenti. Capre, legna, boscaioli, processioni, ogni piccolo segmento ha una sua struttura interna, un suo svolgimento e un suo umorismo.

Ed è forse quella dell'umorismo la caratteristica più strana di un film quasi integralmente muto che punta tutto sulla visione che ha di ciò che riprende. Pensando a De Seta ma somigliando agli ultimi lavori di Olmi, il film di Frammartino ha un modo tutto suo di scavare una visione personale della campagna e delle sue bestie (c'è una capra formidabile).

Difficilmente categorizzabile si tratta di un esempio concreto di "qualcosa di diverso" che unisce una ricerca formale ad un'insperata ed inattesa godibilità immediata.

3 commenti:

alp ha detto...

Ha la bellezza delle cose arcaiche e lontane. Ma poi ho dovuto leggere qualcosa per capire cosa fossero le quattro volte, non trovo sia così chiaro.

gparker ha detto...

si si anche io non avevo capito che fossero.

Christian ha detto...

Film meraviglioso. Sicuramente il più bello della rassegna, fra quelli che ho visto.